domenica 26 dicembre 2010

Buon S. Stefano



Buon Santo Stefano a tutti!
Quale migliore buongiorno se non uno splendido medley di canzoni gospel di un coro gospel meraviglioso, i Joy Singers.
Ricordo ancora un loro concerto natalizio in una piazza fredda e umida, tutti incappottati con il freddo che penetrava nelle ossa finchè non è iniziata la musica ed il loro canto è stato calore, luce, energia, amore...uno spettacolo indimenticabile! Mi vengono ancora i brividi. 
Chi sono i Joy Singers? ne ho parlato anche QUI
Ho il loro cd e spesso metto le loro canzoni anche sul cellulare e me ne vado al lavoro ascoltandoli e c'è una loro canzone che mi piace moltissimo... si chiama Sankofa...

"...

Oh Sankofa, high on the Heavens you soar
My soul is soon to follow you, back to yesterdays moon
will it remember me?
Back to yesterdays sun, It will rekindle me
Rekindle the spirit into tomorrow and high on the wind
Sankofa flys again and again

..."

Ogni loro canzone in realtà è un guizzo di pura energia.
Quindi, per festeggiare questo raggio di sole piccolo piccolo che sta uscendo godiamoci un buonissimo e fumante caffè con una fantastica colonna sonora...chi di vuoi può accompagnatela con panettone o pandoro, scegliete come più vi piace, per me dolcetti di riso senza glutine...e festeggiate con chi più amate.
Un abbraccio grandissimo e che musica sia!
Vi lasco con "Jesus Rose"...

Buona giornata e Buon Santo Stefano a tutti!

sabato 25 dicembre 2010

Quark stollen salato senza glutine senza latte vaccino dall'archivio delle mie ricette per un Natale a Roma oh yes!!! ... Savory Quark Stollen with olives and dried tomatoes gluten free cow milk free from the archive of my recipes for Cristhmas in Rome oh yes!

Siamo a Roma e non piove anche se è coperto!
Il viaggio in auto è stato tranquillo, fino a Firenze più o meno, dopo quelli che la radio chiamava "banchi di nebbia a tratti" erano in realtà nuvole basse che sono diventate nubifragio, quindi via con la pioggia! Olè!
Arrivati a Magliano Sabina acqua a catinelle o innaffiatoi, come più vi piace. Ormai era pomeriggio inoltrato,  buio e pioggia  ci accompagnavano assieme alla voce del navigatore satellitare che preannunciava  il casello autostradale. Per via del traffico sul raccordo anulare, abbiamo dovuto fare una deviazione, io avevo preventivato l'arrivo intorno alle 17.30, la signorina del navigatore aveva detto che saremmo arrivati alle 17.22, con la deviazione e la pioggia siamo arrivati alle 18.00 e ci è andata di lusso. A parte il temporale...scaricare la macchina sotto un temporale senza ombrello era il nastrino rosso che mancava al pacchetto viaggio! Non sia mai che ci dimentichiamo del nastrino eh!
Dopo un bel tè caldo e gli abbondanti saluti, abbracci e baci, sono cominciati le chiacchiere e i preparativi. Menù ridotto ma tradizionale, un buon risotto alla pescatora, fritti di verdure e salmone affumicato. Ogni tanto al fritto bisogna dire di si, soprattutto se si tratti di carciofi e broccoli, per tacer delle zucchine! Che bontà e una volta l'anno si può sgarrare nonostante la dieta.
Il nipote è arrivato, perchè lo zio Mario, il mio consorte, è andato a prenderlo e alle 9 ha chiamato per farsi andare a prendere, non si possono perdere ore preziose, deve venire a giocare con suo cugino! 
Questi adulti che non capiscono i tempi dei bimbi, signora mia...meno male che il consorte è mattiniero!
Oddio stamane il mio risveglio è stato mattiniero anche esso...un urlo dentro il timpano sinistro, un vero dolce risveglio! il mio cucciolo, caro del Signor,  che piangeva disperato perchè si era sognato che andavo in Alaska e non tornavo più, in quanto rimanevo imprigionata nei ghiacci...mi godo e mi beo di questi momenti di importanza e di "assoluta indispensabilità", tra diversi anni -spero - mi sa che mi comprerà un biglietto di sola andata per l'Alaska ;-) ma anche no...
Comunque, ciò significa che eravamo in piedi già all'alba e quindi ci siamo divertiti a giocare con i vari regali...adesso vendono persino il kit di "nomi, cose, città..." noi ci si giocava con i figli di recupero, loro hanno il kit, però il divertimento è assicurato. 
Quindi tra mestieri, dolci, animali, città e nomi, le risate ci han fatto passare il tempo per l'attesa prima che il piccolo nipote arrivasse.
Intanto in cucina fervevano e fervono i preparativi, il menù di oggi prevede:
antipasto classico, salumi e formaggi con ottimo pecorino
ravioli al sugo (per loro)
abbacchio arrosto e rollè
contorni vari con le immancabili puntarelle e patate arrosto.
Poi i dolci...
Very traditional!
Ma comunque ottimo per stare assieme.
In questi giorni ho cucinato pochissimo e per pura sopravvivenza, tranne che per la festa del laboratorio, dove ho portato la mia lonza, che in realtà devo a Eugenia e non la ringrazierò mai abbastanza, perchè la carne resta tenera, profumata ed è una delizia mangiarla.
Invece di farla con due o tre salse, l'ho fatta con una sola mutuando la ricetta della salsa verde di Eugenia e rinventandola a modo mio...chaltron style :-D però è stata gradita davvero. Siccome, quest'anno ho cucinato poco per il Natale vi regalo una ricetta dal mio archivio, anche questa è una mia rivisitazione tutta particolare di un classico del Natale: 

il quark stollen, che è una variante di un altro grande classico, lo stollen.

Lo stampo da stollen mi venne regalato dalla cognata all'epoca del suo periodo bavarese. Ha vissuto per un periodo a Monaco di Baviera e per il mio compleanno pensò a questo regalo per me, oltre a varie spezie. Quindi, l'utilizzo dello stampo si arricchisce anche di ricordi - per una città che amo- e di affetti - la mia cognata!
Eccovi quindi la ricetta, senza glutine, senza derivati del latte vaccino, ottima però un antipasto. La pubblicai sul sito di Universo Cucina io stessa.

"Ho modificato una ricetta per il quarkstollen dolce, trovata sulla confezione dello stampo per lo stollen. 
Da dolce a salato, una idea per uno stuzzichino da aperitivo o cena in piedi o merenda tra amici.
Rimane fragrante nonostante sia senza glutine anche il giorno dopo, basta scaldarlo in microonde per pochi minuti.

Quark stollen salato senza glutine senza latte vaccino
Savory Quark Stollen with olives and dried tomatoes 
gluten free cow milk free 

Ingredienti

- 500 gr di farina senza glutine§
(ho usato 250 gr di Mehl Mix-Hell dell'Hammer Muehle, composta da fecola di patate, amido di mais, farina di mais, farina di riso, eccipiente: farina di guar, e 250 gr di Mix B della Schaer, composta da amido di mais, farina di riso, destrosio, proteina vegetale, fibra vegetale, addensante: farina di carrube, sale)
- 2 uova intere, grandi
- 1 pacchetto di lievito per torte salate consentito§
- 300 gr di ricotta di pecora, lasciata scolare una notte intera in un colino a maglia fitta, coperta, in una terrina così da eliminare eventuali tracce di siero
- 170 gr di olive verdi denocciolate ben sciacquate (confezione da 340 gr)
- 170 gr di funghetti sottolio ben sgocciolati (confezione da 340 gr)
- 150 gr di pomodori secchi sottolio ben sgocciolati

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

Procedimento

Ho impastato il tutto nel kenwood, procedendo in questo ordine: farina, ricotta e uova, velocità 2 poi via via fino al massimo con frusta a K per impasti consistenti (quella tutta in acciaio).
Poi ho aggiunto le olive, i funghetti e i pomodori tagliuzzati grossolanamente. Ho mescolato di nuovo partendo dalla velocità minima per arrivare alla massima. 
Per ultimo ho aggiunto il lievito.
L'impasto rimane morbido, ma è bello consistente.
Avevo precedentemente imburrato con margarina ed infarinato, sempre con farina senza glutine lo stampo da stollen (lunghezza 39,5 cm). 
Con l'aiuto di un valido aiutante ho messo l'impasto nello stampo da stollen.
Avevo precedentemente preparato una teglia da pizza ricoperta da carta da forno bagnata e ben strizzata. Ho messo la teglia sopra lo stampo, capovolto il tutto e messo in forno ben caldo a 180°, nel ripiano di mezzo. Il tempo di cottura va da 60 minuti a 100 minuti in relazione al forno. Con il mio forno statico ci sono voluti 60 minuti. 
Questo l'ho portato per la cena di San Silvestro a casa di amici e ce lo siamo gustati con l'aperitivo. Quello avanzato, l'ho tagliato a fette e riposto in congelatore. Pochi minuti in micro ed e´ gia´ finito!
Per chi non avesse kenwood, procedere così: sbattere le uova con la ricotta, aggiungere i sottoli, mescolare bene per rendere omogeneo il tutto aggiungere la farina setacciata con il lievito in tre riprese, avendo cura di mescolare bene il tutto. Procedere poi allo stesso modo per cottura e conservazione.
Questo impasto, a mio parere, può essere cotto usando lo stesso accorgimento della teglia capovolta con uno stampo da plum cake e avendo cura di scoprire il tutto 10 minuti prima del termine della cottura."
Buon Natale a tutti voi e ai vostri cari e che l'allegria di oggi, a tavola e non, vi accompagni sempre!

venerdì 24 dicembre 2010

E' la vigilia! auguri trafelati, ma...

sinceri e dal profondo del cuore per tutti!
Questi ultimi dieci giorni sono stati davvero da equilibrista, cercando di incastrare il lavoro e le sue scadenze e gli impegni chiamiamoli più famigliari, come ad esempio l'ultimo incontro dei bimbi a catechismo. In questi giorni l'atmosfera era calda non per il Natale in sè, ma per diversi accadimenti politici e non che riguardano o noi o il nostro prossimo, vicino o lontano che esso sia.
Ho già detto il mio pensiero sia nel post di Gaia sia nel post di Stefania e quindi non vado oltre. Mai come quest'anno mi sento divisa in due, come spiegarvi???
Ecco, facendo mie le parole di Giuseppe, sommo poeta e grande essere umano, 

"Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto con le quattro
capriole
di fumo
del focolare"

(Natale, Giuseppe Ungaretti)


Vorrei proprio un angolo piccolo e romito dove riflettere, lasciarmi alle spalle questa fatica di dover sperare e combattere per farlo ogni giorno, ogni volta che penso al futuro leggendo i giornali, ogni volta che vedo l'ennesimo fungo distruttivo abbattersi su qualcosa, che sia la scuola, la sanità, la cassa integrazione...in tanti sono rimasti a casa, in così tanti che i giornali non ne parlano più...e c'è chi, potendo usare la carta stampata a suo piacimento, si permette di dire che se una persona a 37 anni non può pagarsi il mutuo è un fallito...come si fa a non piangere di rabbia sentendo ciò??? Riporto qui il mio commento in merito al suddetto signore, ovvero "dargli dell'idiota è fargli un complimento e quindi taccio".
Dovrei davvero impararla bene 'sta benedetta arte del silenzio!
In questi ultimi giorni, invece di essere su un'altalena, ero sulle montagne russe, passavo dalla contentezza di sapere che la presentazione era andata bene e che almeno fino a giugno potrò andare avanti come adesso a lavorare a chiedermi retoricamente e disperatamente "sono io fallita perchè precaria o sono fuori di testa i nostri governanti che si scambiano i-pads nuovi di zecca e intanto votano emendamenti killer per il nostro paese???
Ecco, si anche nel caso delle mie domande, dovrei porre un silenziatore ai miei pensieri...
Ma in tutto questo andare su e giù per le montagne russe, grazie ai bambini, ai loro occhi dolci anche nella tristezza, mi ritorna l'energia, mi ritorna la voglia di sperare e di continuare ad ESSERCI non solo per me, ma soprattutto per LORO, tutti i miei bimbi...
Mi hanno regalato un piccolo Babbo Natale con in un mano una lanterna e con un sorriso pieno...e sul bigliettino  mi hanno scritto "Buon Natale dai tuoi bimbi"...che non me ne vogliano le mie amiche, ma per me sono davvero i "miei" bimbi, che mi fanno ridere, mi fanno arrabbiare, mi stupiscono,  mi insegnano così tanto...forse è per questo che il mio Babbo Natale ha una lanterna in mano, perchè io non perda la luce mai! Ed allora ve la regalo anche io una stellina piccola, per ricordarvi che la luce brilla sempre 
E vi lascio anche un pensiero di Madre Teresa di Calcutta che esprime meglio di me quello che sento dentro, la dicotomia di cui sopra...
"E' NATALE 

E' Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.

E' Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E' Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri."

(Madre Teresa di Calcutta)
E questo pensiero lo dedico a tutti voi, a Gaia, a Carla, a Dede, a Ivana, a Paula, a Papavero, a Marco, a Stefania, a Roby, a Kat, a Jas, ad Anna, a Mobizu, a AnnaMaria, a Valerio, a Vale, a Felix, a Norma, a Milla, a Rosetta, a Mari, a Dida1 e a Dida2, a Gunther, a Salsapariglia, aDona, ad Antonella, a tutti quelli che ho dimenticato di scrivere ma che ho nel cuore, a  tutti quelli che sono passati di qua, che continuano a passare e a quelli che passeranno...ai miei amici vicini e lontani, a chi mi legge su FB ma anche no, ai colleghi e agli amici al lavoro, a tutti davvero auguro che ogni giorno sia un nuovo splendido e sereno Natale!
e che sia soprattutto bianco!!!
E vi lascio anche sulle note di questa meravigliosa canzone, perchè i miei due uomini incalzano che bisogna andare, partire per Roma e quindi SCAPPO!
BUON NATALE


martedì 14 dicembre 2010

Dalla mia finestra, stamane...


ecco lo skiline che si vede!
It's chilly, today!
Sissignori, è freddo di quel freddo che ti gela fuori, che ti arrossa le guance come le mele di Biancaneve, che non ti fa sentire i polpastrelli, ma che rende l'aria pulita, il cielo azzurro al mattino e al tramonto dipinto di viola, di lilla, di piccoli fuochi rossi in lontananza e le poche nuvole sono gonfie e burrose come un vero buttercream...c'è aria di buono.
Così mentre finisco l'editing della presentazione, guardo fuori e mi rincuoro. I cattivi pensieri se li porta via il sole, l'aria fresca mi punge gli occhi e mi mette allegria, questo è il tempo ideale per fare i biscotti di Natale, per sentire nell'aria il profumo di quelle spezie che ti fanno viaggiare sulla scia dei loro profumi...cannella, noce moscata, anice stellato, chiodi di garofano, a volte pepe, a volte no, c'è il pimento o non c'è il pimento, e lo zenzero c'è? ... basta un pizzico e la magia ti entra nel cuore e la mia fantasia vola come quando ero bambina...quando mi immaginavo i caravanserragli pieni di merci profumate e odorose, che si alternavo all'odore degli animali da soma, caravanserragli sparsi lungo le piste del deserto e da un deserto o da più son passati anche i magi, che non erano re o forse si?, che non erano tre o forse si?, che seguivano una luce, una cometa...reale o nel cuore? ma non ha importanza, l'hanno seguita ...perchè???
La mia risposta a questa domanda? Oh, magari è molto infantile, ma è la mia risposta...forse non è così poetica come quella di Rostand...

"Persero un giorno la stella.
Com'è possibile perdere la stella?
Per averla fissata troppo a lungo...

I due re bianchi,

ch’erano due sapienti di Caldea,
col bastone tracciarono sul suolo grandi cerchi.

Si misero a far calcoli, si grattarono il mento...
Ma la stella era scomparsa

come scompare un’idea,
e quegli uomini, l'anima dei quali

aveva sete di essere guidata,
piansero drizzando le tende di cotone.
Ma il povero re nero, disprezzato dagli altri,

disse a se stesso: "Pensiamo alla sete
che non è la nostra.
Occorre dar da bere, lo stesso, agli animali
E mentre reggeva il suo secchio,

nello spicchio di cielo

in cui si abbeveravano i cammelli

egli scorse la stella d’oro che danzava silente."
(La stella, E. Rostand)

In una giornata come questa, con l'aria così pura, ritorno davvero bambina e mi vedo ritratta negli occhi di mio figlio (quale specchio migliore!) come quando avevo sette anni, con il mio cappottino rosa salmone, con il colletto di velluto, le scarpe lucide con il cinturino, le calze di filanca, quelle grosse ma soprattutto colorate, il cappello sempre in mano e l'aria fredda che mi scompigliava i capelli e mi faceva ridere...avrei dovuto conservare tutte le risate bambine in un cassetto e tirarle fuori poi, quando il nero diventata troppo forte, quando il temporale tuonava troppo nei miei occhi, solo per ricordarmi che nonostante tutto le piccole felicità esistono...che nonostante tutto l'amore grande e puro ti fa da sciarpa e ti avvolge.
Giornate come queste riportano alla superficie tutta la mia bambinesca ingenuità? o voglia di vivere?...non saprei decidere tra le due, ma pur vedendo di fronte a me infilate come perle tutte le scadenze, tutti i cattivi pensieri, tutti i problemi lavorativi, non lavorativi et similia, un semplice sguardo fuori dalla finestra, una folata di aria fresca e mi entusiamo...e mi sento più leggera, come l'aria - e considerato che sono una donna di volume, come direbbe Botero, è un'impresa! :-)
Io non ho ancora scritto la letterina a Babbo Natale e al Bambino Gesù, Ale sì e ha messo una postilla anche per me, l'ha scritta il consorte...dopo anni si è cimentato anche lui...una delle sue richieste è anche la mia...vorremmo davvero che un nostro amichetto restasse sempre con noi e che questa grande luce magica di amore lo avvolgesse insieme alla sua mamma lontana e a tutti i suoi cari...razionalmente sappiamo che sarà difficilissimo, ma il nostro lato bambino ha davvero tanta speranza...e a volte nella vita bisogna ricordarsi che siamo stati bambini...nel senso di ricordare l'entusiasmo e l'energia per il nuovo, la fiducia che tutto è possibile, bè quasi tutto...mettersi a cavalcioni della ringhiera del balcone al secondo piano per fare superman non è possibile e non c'è mastercard che tenga, ma credo che mia cugina questo l'abbia capito da un po' ;-)...
Tra letterine ancora da scrivere e ppt...pdf e non so cos'altro, sono però riuscita a comperare piccole strenne per i miei cari, bè per quasi tutti, qualcosa manca ancora all'appello, ma senza dover percorrere estenuanti maratone di shopping in affollati ipermercati e centri commerciali - e concordo con quanto detto da Dona a tale proposito (qui) - i bimbi sono a posto e avranno il loro bel daffare...anche se questo per me significherà che la sala perderà parte del suo pavimento calpestabile...impareremmo a camminare con trampoli adatti, che ci vuole! però, e su questo shame on me, mi cospargo il capo di cenere, perchè una persona come me dovrebbe essere attenta alle carbon footprints, all'impatto ambientale, allo spreco di risorse - leggasi soprattutto carta - però io ancora mi ostino a regalare libri! Sì, quelli veri, quelli che hanno le copertine colorate ma anche no, quelli che hanno le copertine in brossura ma anche no, quelli che l'inchiostro a volte profuma e ti manda in visibilio, a volte puzza ma ti manda in visibilio lo stesso perchè è il carattere del libro che si annuncia...io lo so che non sono adulta e "normale" visto che di fronte alle riedizioni di diversi classici della letteratura infantile sgrano gli occhi, sento l'acquolina in bocca e non dico più a voce alta " Me lo compri questo per favore??? ti pregotipregotiprego..." anche perchè dovrei parlare a me stessa...ma come faccio a resistere??? La mia preoccupazione è che comincio a vedere la stessa sintomatologia in Ale...lo stesso germe che comincia a lavorare, il che significa che alle voci già presenti nelle liste "tuttoquellochenonavreidovutomaifareamiofiglio" e "lalistaprecedentedapresentareall'analistaperchiederscusaamiofigliodipossibilitraumiinfantili" devo aggiungere pure questa: "insana passione per la carta stampata"!
In uno di questi attacchi, però mi sono, anzi ci siamo limitati: abbiamo preso solo due libri, solo due..."Il giardino segreto" e "Anna dai capelli rossi", indovinereste mai chi ha preso cosa??? E comunque il cucciolo mi ha fatto notare e senza messaggi subliminali che lui ha già adocchiato i libri di Calvino, che ho io in versione adulta..."sai mamma che hanno anche il libro del Cavaliere che hai tu, ma tutto bello illustrato per i bambini come me? e c'è pure quello del signore tagliato a metà...sai'!?"...in un campo di esistenza tra - infinito e più infinito, quanto mi devo preoccupare??? Spero che la risposta non sia come quella preferita di Mattia "Infinito alla seconda"...Mattia è un amico di Ale, un bimbo meraviglioso come solo i bambini sanno essere...
Ecco! il campanile finto  - ovviamente, le campane sono un disco registrato - batte le ore, la mattina è volata via come le nuvole, dopo aver stordito chi ha la bontà di leggermi - e non vi ringrazio mai abbastanza!- con le mie ciacole bambinesche e miei voli di fantasia ritorno a lavori più prosaici e consoni per un adulto - ok, non so al momento se qui in casa c'è davvero un adulto, ma facciamo finta che sia così - e vado a finire l'editing di questo ppt e poi di corsa in posta che lo swap natalizio mi chiama a rapporto!
Esco fuori di corsa a godermi questa piccola felicità.




domenica 12 dicembre 2010

Dicembre è arrivato!

Finalmente! e con tutto il freddo necessario, l'aria pulita, il cielo terso e lo skiline di montagne innevate.
Ma con Dicembre sono arrivate un sacco di scadenze lavorative, purtroppo...
@ Dona, la mia compaesana venexiana de Venexia sono sparita soprattutto per il lavoro, non per altro.
@ Annamaria Unika, per lo swap è tutto ok! Questa settimana partirà anche il mio pacchetto che spero farà piacere al mio compagno di swap...soprattutto perchè spererei davvero di far capire quanto amo la mia regione adottiva, con tutti i pros and cons ;-)
Ho la casa addobbata! Il mio cucciolo è stato un aiutante meraviglioso nel rendere la nostra casetta davvero natalizia!
Invece di cucinare o scrivere, tanto per riposarmi dal lavoro...ho sferruzzato!
Io che odiavo fare i ferri mi sono ritrovata a fare sciarpe e sciarpine come antistress e devo dire che aiuta, non è magico, ma funziona e soprattutto ci tiene caldi ;-) Ho così rispolverato la mia conoscenza del dritto e del rovescio, la mia fantasia cialtrona et voilà...sciarpe per tutta la famiglia.
Concludo questo sconclusionato post con un Buona domenica a tutti! Scappo che è ora di uscire e anche oggi giornata movimentata e per metà lavorativa (devo assolutamente terminare un ppt :-((()
Un abbraccio a tutti voi e prometto di ritornare a seguirvi e a seguire questa mia piccola creatura con molta più attenzione, dopo la benedetta presentazione prenatalizia!
Cross your fingers for me, please!

lunedì 22 novembre 2010

L'internazionale e l'oroscopo



In pausa pranzo, di solito leggo in rete qualche quotidiano decente, ma molto più spesso mi leggo l'Internazionale e dell'Internazionale mi piace molto leggere l'oroscopo, una vera chicca.
Il mio oroscopo della settimana mi ha piacevolmente stupito.
Siccome aveva un riferimento a questo cantante blues-gospel, curious as George che vuol dire curiosa come la scimmia George, sono andata a trovare un riferimento in youtube. Adoro questo tipo di musica! Adoro il gospel, adoro i cori che cantano i gospels...e ho imparato in un meraviglioso concerto tenuto da un coro "ammericano" in una piccola chiesa ai piedi del Ponte di Rialto in compagnia di una vera "ammericana" che è meglio attendere prima di applaudire (ricordi Paula???)
Be',vediamola così...i coristi "ammericani" annovereranno per sempre tra i loro ricordi veneziani una troppo pronta "applauditrice" ;-) in fondo ho dato un tocco di colore alla loro permanenza italiana..oh yes il porpora della mia faccia che più porpora di così non poteva essere! :-DDD E diventi porpora a pensarci!
Per l'oroscopo, bè visto l'umore...spero davvero in un flying sweet angel of joy  e nel frattempo mi tiro su con la musica.
Buona giornata

domenica 21 novembre 2010

TravelMoleskine 2: Surfing in Muenchen!

Sorry, dear friends, ma l'umlaut su questa tastiera non ce l'ho! 
Monaco di Baviera, ma per me Monaco è stato un colpo di fulmine. La prima volta che ci siamo andati  era stata una toccata e fuga, ma i colori ed i profumi del Viktualien Market avevano penetrato tutti i pori cellulari e quindi era impossibile che non rimanessero attaccati all'anima. E così ci siamo tornati e ritornati e in una delle nostre vacanze germaniche abbiamo fatto tappa fissa in questa città, che continuo ad adorare nonostante sia mutata, cambiata...come del resto facciamo tutti noi...bè almeno buona parte di noi lo fa...
Comunque, in quell'occasione abbiamo camminato, girovagato, visitato musei, mostre, negozi (soprattutto di libri e di articoli per la cucina ;-) ) meravigliosi.
Uno dei posti che dopo il Viktualien Market è nel mio cuore è l'Englishcer Garten, un grande parco della città, diviso in due aree dal fiume Isar; le due aree sono raggiungibili tramite diversi ponticelli sparsi lungo il corso del fiume.

Pur essendo in centro città, una volta entrati nel parco, la dimensione cittadina di perde...ci si ricorda che c'è quando si incontrano alcune "isole" attrezzate, ovvero le aree bambini e i biergarten...non necessariamente in questo ordine e non necessariamente vicini.
Oltre ad aree alberate e sempre fresche, dove l'unica musica è il fiume che scorre e il calpestio dei camminatori o il canto degli uccellini, ci sono anche ampie aree a prato, dove si va a prendere il sole, i bambini continuano a giocare, i cani scorrazzano...e il vociare allegro non è cacofonia, ma piacere. Ah! c'è anche il prato dei Schoenfeld, dove il naturismo è permesso da sempre.
Il parco, tanto per gradire, ha pure un lago (artificiale) ma di tutto rispetto, che ha tre isolette ed alimentato continuamente da un fiume artificiale, l'Eisbach. Nel parco ci sono poi diverse costruzioni come ad esempio la torre cinese, che doveva ricordare una analoga costruzione presente nei Kew Gardens, poi venne distrutta durante la seconda guerra mondiale, poi ricostruita come era, oppure come la Casa del tè, in perfetto stile giapponese, dove ancora si svolgono le cerimonie del tè, costruita per celebrare le Olimpiadi del 1972, assurte alle cronache non soltanto per i meriti sportivi...purtroppo...delle quali non ho memoria alcuna, forse perchè ero piccola - si, una vita fa sono stata anche io piccola!
Piccolo inciso: quando comincio a scrivere queste memorie di viaggio mi aiuto con le guide che mi sono portata durante il viaggio, dico "le" perchè come minimo ne porto due (è già nella lista "questions for the daring psychologist" ;-) ) Nonostante mi ricordi moltissime cose, come ad esempio il cappello che mia mamma indossava al matrimonio di mia zia e la cappelleria romana dove lo aveva acquistato piuttosto che il bicchiere di spuma bevuto una sera d'estate al Gianicolo sette lustri e soffia, quasi 8 lustri fa...però anche a me capita di perdere qualche dettaglio e nelle guide annoto, appunto sempre qualcosa...
Ma tra le attrattive del parco ci sono anche le papere! Stormi interi di germani e anatre che appena ti vedono ti si affollano intorno e starnazzano a gran voce "Pane, Pane, Pane"...vi assicuro che è così, traduzione fedele dal german-anatrese tedesco...

Sono anche un po' scostumate, perche se l'umano che hanno di fronte non gli dà nulla, brontolano! Accippicchia se brontolano! Perciò, ricordatevi: visita al parco con macchinetta fotografica e biscotti e sandwhices per le papere ;-).
Ma questo parco è famoso, non solo per tutto quello che ho fino adesso detto, ma anche per i surfisti! Quelli con tanto di tuta e tavola! 
La corrente del fiume è intensa è c'è un punto preciso del corso del fiume, dove si formano delle onde perfette per il surf...almeno secondo i surfisti.



E sono moltissimi i visitatori che si fermano a guardare le evoluzioni tra le onde, ovviamente si ammira il gesto atletico...ora che poi molti di loro siano degli aitanti giovanotti è un dettaglio, infinitesimo aggiungerei...
I colori dei parchi sono sempre meravigliosi, il susseguirsi delle stagioni li rende ogni volta scrigno di stupore e credo che questo parco, piccolo microcosmo naturale in mezzo all'urbano, non sarà da meno. 

Adesso, che sta per iniziare la stagione dei mercatini dell'Avvento, se per caso capitaste a Monaco, andate a passeggiarci. Inoltre, le entrate sono vicine a due musei, uno è l'Haus der Kunst, palazzo espositivo dove ci sono rassegne di musica, ballo, arte contemporanea - in occasione della nostra visita andammo a visitare la retrospettiva di Gilbert e George, coppia artistica che io adoro, ma i commenti dei miei due uomini furono "se mi porti a vedere un'altra volta una cosa del genere, ti disconosco (mio marito)" con tanto di sguardo che il catabatico antartico è puro calore, e "mamma, ma sono pazzi questi signori" il cucciolo appena quattrenne...ammetto che portare Ale a quella mostra in particolare forse non è stata una delle mie più splendide idee, sebbene si sia sempre divertito in giro per musei...anche adesso mentre scrivo appena ha visto il nome dei signori mi ha apostrofato "Ah quella mostra schifosa..." è evidente che l'ho segnato a vita, aggiungerò un ulteriore sovrapprezzo al mutuo per la sua analisi :-DDD
Ah! l'altro museo invece è il Museo Nazionale Bavarese, con raccolte di quadri, porcellane, mobilia...un museo più "normale", dove non siamo andati...noi...
E comunque, a mio parere, la retrospettiva su Gilbert e George valeva la pena, checchenedicano i due uomini!






Oggi 21 novembre: Madonna della Salute

Il pranzo domenicale oggi è stato molto normale, a parte le meringhe che ho comperato dal mio pasticcere di fiducia. Così, sono andata a curiosare nei miei blogs, ho augurato un Happy Thanksgiving alla mia amica Paula, -anche a Kat, Happy Thanksgiving se festeggi - e alle amiche e amici che ho incontrato stamane ho augurato Buona Madonna della Salute.
La Madonna della Salute è una festa molto sentita qui, a Venezia, isole e terraferma comprese. E' come se fosse il nostro Santo Patrono. In realtà, festeggiamo due volte: il Santo Patrono ovvero San Marco che è il 25 aprile ed è già festa nazionale, e qui c'è ancora al tradizione di regalare il "bocolo", e festeggiamo la Salute, con tanto di fiera e giochi tutti intorno alla Basilica e nelle calli limitrofe.
L'occasione è ovviamente memoria di una altra celebre pestilenza. Dico ovviamente perchè anche la festa del Redentore, terzo sabato e terza domenica di luglio, è memoria di una pestilenza...
La pestilenza che si ricorda in questo giorno è quella che molti di noi hanno letto nelle pagine de I Promessi Sposi. La grande peste che fa da sfondo alle vicende di Renzo e Lucia, giunse fino a Venezia e la città ne fu gravemente colpita. Si racconta che nel momento culminante dell'epidemia, che si rivelo estremamente virulenta, il governo della Repubblica  organizzò una processione in onore della Madonna, che durò tre giorni e tre notti, ed il doge di allora fece voto di costruire una chiesa grandiosa se la città avesse superato la grave pestilenza. In effetti dopo la processione, il contagio cominciò a diminuire fino a cessare del tutto nel novembre 1631. Le perdite umane furono pesanti in tutto il territorio della Repubblica.
Una promessa è una promessa...così venne decretato che per ricordare questo grave accadimento ogni anno in novembre si sarebbe fatta una processione di ringraziamento in onore della Madonna. Siccome ogni promessa è debito, il doge di allora decretò che fosse costruita la chiesa nella zona conosciuta come Punta della Dogana o Punta da Mar e indisse il concorso per la costruzione della chiesa. Il concorse lo vinse Baldassare Longhena e la chiesa fu costruita, Santa Maria della Salute, meglio conosciuta come Madonna della Salute o più semplicemente La Salute. E la punta è anche conosciuta come Punta della Salute.
La cupola bianca si individua immediatamente sia che si osservi il panorama dal Ponte dell'Accademia, sia che si osservi il panorama dal vaporetto che percorre il Canal Grande. La chiesa è vicina anche alla PGC, ovvero alla Peggy Guggheneim Collection della quale ho parlato in un altro mio post. 

Da allora, in questa occasione un ponte mobile collega le due sponde del Canal Grande; in origine era un ponte di Barche come quello che viene eretto al Redentore e che collega le Zattere alla Giudecca, davanti alla chiesa palladiana del Redentore, adesso è un ponte galleggiante fissato su pali. Ho attraversato diversi anni fa quello del Redentore, mi manca quello della Salute. Ma in una giornata novembrina con un cielo terso e vento di tramontana, due anni fa con Alessio e il suo amico Filippo siamo andati alla Basilica - la cui visita consiglio a chiunque venga a Venezia perchè la chiesa è molto bella, e nella sacrestia ci sono delle opere di Tiziano e una pala del Tintoretto che da sole meriterebbero il viaggio -  e dopo i bimbi si sono goduti le bancarelle, i dolci, gli immancabili palloncini., oltre al fatto che le scuole fossero chiuse! ;-)
Il Redentore, molto conosciuto per via degli splendidi fuochi d'artificio in bacino San Marco, è diventato attrattiva turistica da tempo, la Salute è rimasta come il "bocolo" molto veneziana, tanto che in molti locali si preparano ancora oggi piatti tipici come la castradina.
Non ho mai avuto occasione di mangiarla, ma la castradina è carne di castrato, salata, affumicata e lasciata seccare al sole. Ai tempi della Repubblica di Venezia questa carne veniva dalla Dalmazia e dall'Albania. La si può trovare nelle macellerie proprio in questo periodo e viene cotta in minestra con le verze. Sono molte le testimonianze storiche di autori veneziani in merito alle origini di questo piatto e in merito all'uso di questo tipo di carne. A tale proposito vi inserisco un link.
Ah! Attualmente gli edifici a Punta della Dogana ospitano la collezione di Francois Pinault,  che è anche attuale proprietario di Palazzo Grassi. Il restauro di questi edifici è stato opera di  Tadao Ando e del suo studio. Le impalcature prima e il restauro finale poi hanno fatto molto parlare di sè, soprattutto in senso negativo, data la vicinanza con la basilica.
Buona domenica!

venerdì 19 novembre 2010

Siamo creature? Se le mie parole fossero quelle di Giuseppe Ungaretti...

http://incucinasenzaglutine.blogspot.com/2010/11/no-comment.html
forse le mie corde d'anima sono ancora tese per accadimenti di cronaca locale successi la scorsa settimana e dei quali ho ampiamente parlato qui nel blog, forse le mie corde d'anima sono tese punto.
Leggendo il post sul blog di Vale, di cui riporto fedelmente il link, e leggendo quindi il suo link, mi sono sentita smarrita, di quello smarrimento cupo e profondo che Giuseppe ha saputo raccontare nei suoi versi, parole che hanno scritto sinfonie.
 "...
Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte si sconta vivendo"
("Sono una creatura", Giuseppe Ungaretti)

Leggendo di questi accadimenti, penso che non stiamo vivendo per scontare "la morte", ma l'annullamento assoluto di pensiero, umanità e tutti i relativi significati.

lunedì 15 novembre 2010

I miei Muffins alla nutella o Muffinmania I anche senza glutine ...Nutella muffins gluten free


Prima di tutto, GRAZIE KAT (di American Pie e dintorni)!
Li riconosci vero???
Sapessi quanto hanno fatto contenta me e doppiamente contento mio figlio, che ha detto ai suoi compagni "l'amica americana di mamma ci ha mandato le decorazioni originali di halloween per i muffins!"
 I pirottini come capirai sono già stati usati, ma gufetti e zucche possono sempre tornare utili ;-).
Partendo da sabato scorso e non considerando i muffins salati di mia "invenzione" fatti per il compleanno del cucciolo, a sabato mattina appena passato le dozzine di muffins fatte, infornate e distribuite sono state 12!
Sì, 12 DOZZINE belle tonde, ma di una dozzina di muffins salati che son venuti buoni da leccarsi i baffi che non abbiamo (ed erano senza glutine e senza derivati del latte) non ho foto, quindi devo rifarli...
...eppoi mi stupisco se una mia amica per il mio compleanno mi regala una splendida padella in ceramica?
Noooo!
...la mia femminilità si esibisce però solo in certe preparazioni...
Premesso che adoro sia i libri di Nigella Lawson sia quelli di Jamie Oliver, in realtà la vera LUCE per me è un libricino di Jean Parè, regalatomi dalla mia carissima amica Paola, bolognese fino al midollo ma canadese d'adozione. Paola :-***
Premesso

  1. che il Canada, o meglio una certa parte del British Columbia  a me fa battere il cuore più velocemente, 
  2. che vado in visibilio di fronte a qualsiasi cosa che abbia l'aspetto di un muffin, un quick bread, un loaf, una pie 
  3. che anche alcune preparazioni germaniche ma simil-anglosassoni mi strappano urla di gioia e visibilio...ma non tanto forti da chiamare la neuro (sono sempre più convinta che o in un'altra vita ero anglogermanica o il marchese - o era conte?- che diede il frutto dei suoi lombi ad un'umile servetta e generò il mio trisavolo e diede quindi inizio alla nostra famiglia aveva ascendenze anglogermaniche, che è possibile considerando che erano nell'allora Stato Pontificio e qualche sacco c'era stato nel frattempo).
Ora, se è vera la terzache ho detto, questa anglogermanicità in me si è altamente espressa, un carattere recessivo che alla fine ha trovato modo di mostrare il suo fenotipo, cioè me...così è bello e chiaro, cristallino che c'ho due neuroni, una sinapsi e tutte e tre sono fuori di testa...
E come intro non è male!
Ma veniamo a questa mia piccola bibbia...Mostly Muffins, nomen omen.
Questo libricino delizioso ha perso la sua forma, si è infarcito di note, noticine e appunti vari,  perchè faccio una ricetta e annoto le modificazioni, la seconda volta modifico le modifiche e quindi è tutto un fiorir di rimandi e richiami e siccome il libro è in cucina sulla mia mensola a portata di mano, come altre 20 o 30 cose, finisco per rovesciarlo un giorno si e l'altro si e quindi tutti i foglietti si scambiano di posto ed è SUBLIME il caos!
Adoro le ricette di Jean Parè, nessuno è capace di scrivere una ricetta for dummies meglio di lei, e utilizzando ingredienti di tutti i giorni si possono sfornare delle bontà...
E in questa settimana mi sono resa conto che sono muffin-maniaca e tutto quello che posso lo trasformo in muffin.
Prima ricetta muffin-maniac ovvero una rivisitazione di una mia invenzione: muffin allo yogurt e cioccolato e poi si sono definitivamente arricchiti di nutella.
La ricetta è stata anche pubblicata nel lontano 2007 sul forum nessunonasceimparato.
Vi metto tra parentesi la possibile versione glutenfree.

I miei Muffins alla nutella o Muffinmania I anche senza glutine
Nutella muffins gluten free

Ingredienti


250 g di farina 00 (se gf, 200 gr MixIt Ds che è Schar e 50 grammi di fecola di patate*)

10 g di lievito per dolci (io ormai uso il lievito al cremor tartaro senza fosfati garantito gf, altrimenti lievito consentito)
140 g di zucchero
scorza di limone grattugiata
2 cucchiaino di vaniglia bourbon


3 uova extrafresche (io uso quelle grandi)

40 g di olio di riso

30 g di olio evo

200 gr di yogurt alla vaniglia (o yogurt alla soia)
un pizzico di sale
nutella (oppure crema spalmabile di cioccolato fondente, senza latte)


§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

Procedimento

Il forno va preriscaldato a 180°. 
Si possono o imburrare gli stampini da muffin oppure si possono inserire i pirottini di carta negli stampini da muffin. 
Questa seconda procedura è quella che uso io.
Setacciare assieme la farina, il lievito per dolci, lo zucchero,la vaniglia bourbon ed il sale. 
Mescolare bene per evitare grumi. 
Nella terrina della planetaria sbattere le uova intere con zucchero, il mix di oli e lo yogurt. 
Una volta mescolati bene gli ingredienti liquidi amalgamare questi agli ingredienti solidi. 
Con la planetaria si usa la frusta a k per impasti morbidi, altrimenti si danno i classici 12 giri di cucchiaio evitando la formazione di grumi. 
FONDAMENTALE per i muffins è non strafare, non mescolare eccessivamente, tanto che Jean Parè ed altri dicono di dimenticarsi del mixer. 
Il pregio della planetaria è che avendo questa frusta a k per impasti morbidi ci si impiegano dieci minuti esatti tra pesatura, impasto e versamento negli stampini, 20 minuti di cottura e poi muffins belli e buoni pronti.
Gli stampini vanno riempiti normalmente per 3/4 della loro capacità e a questo punto via con un bel cucchiaino colmo, ma molto colmo di nutella. 
Sono sicura di aver visto nel web una cosa del genere, ma non ricordo assolutamente dove e soprattutto chi, scusatemi. 
Comunque, la nutella deve affondare leggermente nell'impasto così i muffins lieviteranno correttamente e avranno un morbidissimo e golosissimo cuore cremoso di nutella. 
I muffins vanno cotti per 20-25 minuti o finchè non sono ben dorati. 
Quindi la cottura è anche funzione del proprio forno. 
Fare sempre la prova stecchino. 
Farli raffreddare prima per qualche minuto in forno e poi su una gratella per dolci per almeno 5 minuti...se resistete...

Di questi muffins con la nutella finora ne ho fatte solo 6 dozzine, delle quali due per la festa di San Martino in patronato e due per la festa di ieri nell'asilo, dove è stato anche il mio cucciolo e dove ogni anno c'è lo spettacolo di burattini, il laboratorio ed il rinfresco. 
Nel preparare quelli per l'asilo, ho dovuto farne una dozzina per il cucciolo, perchè mi ha detto con un tono piuttosto serio e arrabbiato: " Mica li porterai tutti via???"
Voglio evitare crisi famigliari e se è vero che chi si loda si sbroda, ok mi sono sbrodolata ma ogni tanto ci vuole!

Volete un buon infuso con i muffins???


domenica 14 novembre 2010

Aung San Suu Kyi è finalmente libera!

Aung San Suu Kyi è finalmente libera, non più agli arresti domiciliari, da sabato pomeriggio appena trascorso.
Nel suo primo discorso ha detto "La base della libertà democratica è la liberta di parola"

"Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome
Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome
Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome
Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull’eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome
Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome
Su tutti i miei squarci d’azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome
Sui campi sull’orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome
Su ogni soffio d’aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome
Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell’uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome
Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome
Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome
Sul lume che s’accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome
Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome
Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome
Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull’onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome
Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome
Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome
Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome
Sull’assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome
Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome
E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà."

(Poesia e Libertà, P. Eluard, 1943)