lunedì 22 novembre 2010

L'internazionale e l'oroscopo



In pausa pranzo, di solito leggo in rete qualche quotidiano decente, ma molto più spesso mi leggo l'Internazionale e dell'Internazionale mi piace molto leggere l'oroscopo, una vera chicca.
Il mio oroscopo della settimana mi ha piacevolmente stupito.
Siccome aveva un riferimento a questo cantante blues-gospel, curious as George che vuol dire curiosa come la scimmia George, sono andata a trovare un riferimento in youtube. Adoro questo tipo di musica! Adoro il gospel, adoro i cori che cantano i gospels...e ho imparato in un meraviglioso concerto tenuto da un coro "ammericano" in una piccola chiesa ai piedi del Ponte di Rialto in compagnia di una vera "ammericana" che è meglio attendere prima di applaudire (ricordi Paula???)
Be',vediamola così...i coristi "ammericani" annovereranno per sempre tra i loro ricordi veneziani una troppo pronta "applauditrice" ;-) in fondo ho dato un tocco di colore alla loro permanenza italiana..oh yes il porpora della mia faccia che più porpora di così non poteva essere! :-DDD E diventi porpora a pensarci!
Per l'oroscopo, bè visto l'umore...spero davvero in un flying sweet angel of joy  e nel frattempo mi tiro su con la musica.
Buona giornata

domenica 21 novembre 2010

TravelMoleskine 2: Surfing in Muenchen!

Sorry, dear friends, ma l'umlaut su questa tastiera non ce l'ho! 
Monaco di Baviera, ma per me Monaco è stato un colpo di fulmine. La prima volta che ci siamo andati  era stata una toccata e fuga, ma i colori ed i profumi del Viktualien Market avevano penetrato tutti i pori cellulari e quindi era impossibile che non rimanessero attaccati all'anima. E così ci siamo tornati e ritornati e in una delle nostre vacanze germaniche abbiamo fatto tappa fissa in questa città, che continuo ad adorare nonostante sia mutata, cambiata...come del resto facciamo tutti noi...bè almeno buona parte di noi lo fa...
Comunque, in quell'occasione abbiamo camminato, girovagato, visitato musei, mostre, negozi (soprattutto di libri e di articoli per la cucina ;-) ) meravigliosi.
Uno dei posti che dopo il Viktualien Market è nel mio cuore è l'Englishcer Garten, un grande parco della città, diviso in due aree dal fiume Isar; le due aree sono raggiungibili tramite diversi ponticelli sparsi lungo il corso del fiume.

Pur essendo in centro città, una volta entrati nel parco, la dimensione cittadina di perde...ci si ricorda che c'è quando si incontrano alcune "isole" attrezzate, ovvero le aree bambini e i biergarten...non necessariamente in questo ordine e non necessariamente vicini.
Oltre ad aree alberate e sempre fresche, dove l'unica musica è il fiume che scorre e il calpestio dei camminatori o il canto degli uccellini, ci sono anche ampie aree a prato, dove si va a prendere il sole, i bambini continuano a giocare, i cani scorrazzano...e il vociare allegro non è cacofonia, ma piacere. Ah! c'è anche il prato dei Schoenfeld, dove il naturismo è permesso da sempre.
Il parco, tanto per gradire, ha pure un lago (artificiale) ma di tutto rispetto, che ha tre isolette ed alimentato continuamente da un fiume artificiale, l'Eisbach. Nel parco ci sono poi diverse costruzioni come ad esempio la torre cinese, che doveva ricordare una analoga costruzione presente nei Kew Gardens, poi venne distrutta durante la seconda guerra mondiale, poi ricostruita come era, oppure come la Casa del tè, in perfetto stile giapponese, dove ancora si svolgono le cerimonie del tè, costruita per celebrare le Olimpiadi del 1972, assurte alle cronache non soltanto per i meriti sportivi...purtroppo...delle quali non ho memoria alcuna, forse perchè ero piccola - si, una vita fa sono stata anche io piccola!
Piccolo inciso: quando comincio a scrivere queste memorie di viaggio mi aiuto con le guide che mi sono portata durante il viaggio, dico "le" perchè come minimo ne porto due (è già nella lista "questions for the daring psychologist" ;-) ) Nonostante mi ricordi moltissime cose, come ad esempio il cappello che mia mamma indossava al matrimonio di mia zia e la cappelleria romana dove lo aveva acquistato piuttosto che il bicchiere di spuma bevuto una sera d'estate al Gianicolo sette lustri e soffia, quasi 8 lustri fa...però anche a me capita di perdere qualche dettaglio e nelle guide annoto, appunto sempre qualcosa...
Ma tra le attrattive del parco ci sono anche le papere! Stormi interi di germani e anatre che appena ti vedono ti si affollano intorno e starnazzano a gran voce "Pane, Pane, Pane"...vi assicuro che è così, traduzione fedele dal german-anatrese tedesco...

Sono anche un po' scostumate, perche se l'umano che hanno di fronte non gli dà nulla, brontolano! Accippicchia se brontolano! Perciò, ricordatevi: visita al parco con macchinetta fotografica e biscotti e sandwhices per le papere ;-).
Ma questo parco è famoso, non solo per tutto quello che ho fino adesso detto, ma anche per i surfisti! Quelli con tanto di tuta e tavola! 
La corrente del fiume è intensa è c'è un punto preciso del corso del fiume, dove si formano delle onde perfette per il surf...almeno secondo i surfisti.



E sono moltissimi i visitatori che si fermano a guardare le evoluzioni tra le onde, ovviamente si ammira il gesto atletico...ora che poi molti di loro siano degli aitanti giovanotti è un dettaglio, infinitesimo aggiungerei...
I colori dei parchi sono sempre meravigliosi, il susseguirsi delle stagioni li rende ogni volta scrigno di stupore e credo che questo parco, piccolo microcosmo naturale in mezzo all'urbano, non sarà da meno. 

Adesso, che sta per iniziare la stagione dei mercatini dell'Avvento, se per caso capitaste a Monaco, andate a passeggiarci. Inoltre, le entrate sono vicine a due musei, uno è l'Haus der Kunst, palazzo espositivo dove ci sono rassegne di musica, ballo, arte contemporanea - in occasione della nostra visita andammo a visitare la retrospettiva di Gilbert e George, coppia artistica che io adoro, ma i commenti dei miei due uomini furono "se mi porti a vedere un'altra volta una cosa del genere, ti disconosco (mio marito)" con tanto di sguardo che il catabatico antartico è puro calore, e "mamma, ma sono pazzi questi signori" il cucciolo appena quattrenne...ammetto che portare Ale a quella mostra in particolare forse non è stata una delle mie più splendide idee, sebbene si sia sempre divertito in giro per musei...anche adesso mentre scrivo appena ha visto il nome dei signori mi ha apostrofato "Ah quella mostra schifosa..." è evidente che l'ho segnato a vita, aggiungerò un ulteriore sovrapprezzo al mutuo per la sua analisi :-DDD
Ah! l'altro museo invece è il Museo Nazionale Bavarese, con raccolte di quadri, porcellane, mobilia...un museo più "normale", dove non siamo andati...noi...
E comunque, a mio parere, la retrospettiva su Gilbert e George valeva la pena, checchenedicano i due uomini!






Oggi 21 novembre: Madonna della Salute

Il pranzo domenicale oggi è stato molto normale, a parte le meringhe che ho comperato dal mio pasticcere di fiducia. Così, sono andata a curiosare nei miei blogs, ho augurato un Happy Thanksgiving alla mia amica Paula, -anche a Kat, Happy Thanksgiving se festeggi - e alle amiche e amici che ho incontrato stamane ho augurato Buona Madonna della Salute.
La Madonna della Salute è una festa molto sentita qui, a Venezia, isole e terraferma comprese. E' come se fosse il nostro Santo Patrono. In realtà, festeggiamo due volte: il Santo Patrono ovvero San Marco che è il 25 aprile ed è già festa nazionale, e qui c'è ancora al tradizione di regalare il "bocolo", e festeggiamo la Salute, con tanto di fiera e giochi tutti intorno alla Basilica e nelle calli limitrofe.
L'occasione è ovviamente memoria di una altra celebre pestilenza. Dico ovviamente perchè anche la festa del Redentore, terzo sabato e terza domenica di luglio, è memoria di una pestilenza...
La pestilenza che si ricorda in questo giorno è quella che molti di noi hanno letto nelle pagine de I Promessi Sposi. La grande peste che fa da sfondo alle vicende di Renzo e Lucia, giunse fino a Venezia e la città ne fu gravemente colpita. Si racconta che nel momento culminante dell'epidemia, che si rivelo estremamente virulenta, il governo della Repubblica  organizzò una processione in onore della Madonna, che durò tre giorni e tre notti, ed il doge di allora fece voto di costruire una chiesa grandiosa se la città avesse superato la grave pestilenza. In effetti dopo la processione, il contagio cominciò a diminuire fino a cessare del tutto nel novembre 1631. Le perdite umane furono pesanti in tutto il territorio della Repubblica.
Una promessa è una promessa...così venne decretato che per ricordare questo grave accadimento ogni anno in novembre si sarebbe fatta una processione di ringraziamento in onore della Madonna. Siccome ogni promessa è debito, il doge di allora decretò che fosse costruita la chiesa nella zona conosciuta come Punta della Dogana o Punta da Mar e indisse il concorso per la costruzione della chiesa. Il concorse lo vinse Baldassare Longhena e la chiesa fu costruita, Santa Maria della Salute, meglio conosciuta come Madonna della Salute o più semplicemente La Salute. E la punta è anche conosciuta come Punta della Salute.
La cupola bianca si individua immediatamente sia che si osservi il panorama dal Ponte dell'Accademia, sia che si osservi il panorama dal vaporetto che percorre il Canal Grande. La chiesa è vicina anche alla PGC, ovvero alla Peggy Guggheneim Collection della quale ho parlato in un altro mio post. 

Da allora, in questa occasione un ponte mobile collega le due sponde del Canal Grande; in origine era un ponte di Barche come quello che viene eretto al Redentore e che collega le Zattere alla Giudecca, davanti alla chiesa palladiana del Redentore, adesso è un ponte galleggiante fissato su pali. Ho attraversato diversi anni fa quello del Redentore, mi manca quello della Salute. Ma in una giornata novembrina con un cielo terso e vento di tramontana, due anni fa con Alessio e il suo amico Filippo siamo andati alla Basilica - la cui visita consiglio a chiunque venga a Venezia perchè la chiesa è molto bella, e nella sacrestia ci sono delle opere di Tiziano e una pala del Tintoretto che da sole meriterebbero il viaggio -  e dopo i bimbi si sono goduti le bancarelle, i dolci, gli immancabili palloncini., oltre al fatto che le scuole fossero chiuse! ;-)
Il Redentore, molto conosciuto per via degli splendidi fuochi d'artificio in bacino San Marco, è diventato attrattiva turistica da tempo, la Salute è rimasta come il "bocolo" molto veneziana, tanto che in molti locali si preparano ancora oggi piatti tipici come la castradina.
Non ho mai avuto occasione di mangiarla, ma la castradina è carne di castrato, salata, affumicata e lasciata seccare al sole. Ai tempi della Repubblica di Venezia questa carne veniva dalla Dalmazia e dall'Albania. La si può trovare nelle macellerie proprio in questo periodo e viene cotta in minestra con le verze. Sono molte le testimonianze storiche di autori veneziani in merito alle origini di questo piatto e in merito all'uso di questo tipo di carne. A tale proposito vi inserisco un link.
Ah! Attualmente gli edifici a Punta della Dogana ospitano la collezione di Francois Pinault,  che è anche attuale proprietario di Palazzo Grassi. Il restauro di questi edifici è stato opera di  Tadao Ando e del suo studio. Le impalcature prima e il restauro finale poi hanno fatto molto parlare di sè, soprattutto in senso negativo, data la vicinanza con la basilica.
Buona domenica!

venerdì 19 novembre 2010

Siamo creature? Se le mie parole fossero quelle di Giuseppe Ungaretti...

http://incucinasenzaglutine.blogspot.com/2010/11/no-comment.html
forse le mie corde d'anima sono ancora tese per accadimenti di cronaca locale successi la scorsa settimana e dei quali ho ampiamente parlato qui nel blog, forse le mie corde d'anima sono tese punto.
Leggendo il post sul blog di Vale, di cui riporto fedelmente il link, e leggendo quindi il suo link, mi sono sentita smarrita, di quello smarrimento cupo e profondo che Giuseppe ha saputo raccontare nei suoi versi, parole che hanno scritto sinfonie.
 "...
Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte si sconta vivendo"
("Sono una creatura", Giuseppe Ungaretti)

Leggendo di questi accadimenti, penso che non stiamo vivendo per scontare "la morte", ma l'annullamento assoluto di pensiero, umanità e tutti i relativi significati.

lunedì 15 novembre 2010

I miei Muffins alla nutella o Muffinmania I anche senza glutine ...Nutella muffins gluten free


Prima di tutto, GRAZIE KAT (di American Pie e dintorni)!
Li riconosci vero???
Sapessi quanto hanno fatto contenta me e doppiamente contento mio figlio, che ha detto ai suoi compagni "l'amica americana di mamma ci ha mandato le decorazioni originali di halloween per i muffins!"
 I pirottini come capirai sono già stati usati, ma gufetti e zucche possono sempre tornare utili ;-).
Partendo da sabato scorso e non considerando i muffins salati di mia "invenzione" fatti per il compleanno del cucciolo, a sabato mattina appena passato le dozzine di muffins fatte, infornate e distribuite sono state 12!
Sì, 12 DOZZINE belle tonde, ma di una dozzina di muffins salati che son venuti buoni da leccarsi i baffi che non abbiamo (ed erano senza glutine e senza derivati del latte) non ho foto, quindi devo rifarli...
...eppoi mi stupisco se una mia amica per il mio compleanno mi regala una splendida padella in ceramica?
Noooo!
...la mia femminilità si esibisce però solo in certe preparazioni...
Premesso che adoro sia i libri di Nigella Lawson sia quelli di Jamie Oliver, in realtà la vera LUCE per me è un libricino di Jean Parè, regalatomi dalla mia carissima amica Paola, bolognese fino al midollo ma canadese d'adozione. Paola :-***
Premesso

  1. che il Canada, o meglio una certa parte del British Columbia  a me fa battere il cuore più velocemente, 
  2. che vado in visibilio di fronte a qualsiasi cosa che abbia l'aspetto di un muffin, un quick bread, un loaf, una pie 
  3. che anche alcune preparazioni germaniche ma simil-anglosassoni mi strappano urla di gioia e visibilio...ma non tanto forti da chiamare la neuro (sono sempre più convinta che o in un'altra vita ero anglogermanica o il marchese - o era conte?- che diede il frutto dei suoi lombi ad un'umile servetta e generò il mio trisavolo e diede quindi inizio alla nostra famiglia aveva ascendenze anglogermaniche, che è possibile considerando che erano nell'allora Stato Pontificio e qualche sacco c'era stato nel frattempo).
Ora, se è vera la terzache ho detto, questa anglogermanicità in me si è altamente espressa, un carattere recessivo che alla fine ha trovato modo di mostrare il suo fenotipo, cioè me...così è bello e chiaro, cristallino che c'ho due neuroni, una sinapsi e tutte e tre sono fuori di testa...
E come intro non è male!
Ma veniamo a questa mia piccola bibbia...Mostly Muffins, nomen omen.
Questo libricino delizioso ha perso la sua forma, si è infarcito di note, noticine e appunti vari,  perchè faccio una ricetta e annoto le modificazioni, la seconda volta modifico le modifiche e quindi è tutto un fiorir di rimandi e richiami e siccome il libro è in cucina sulla mia mensola a portata di mano, come altre 20 o 30 cose, finisco per rovesciarlo un giorno si e l'altro si e quindi tutti i foglietti si scambiano di posto ed è SUBLIME il caos!
Adoro le ricette di Jean Parè, nessuno è capace di scrivere una ricetta for dummies meglio di lei, e utilizzando ingredienti di tutti i giorni si possono sfornare delle bontà...
E in questa settimana mi sono resa conto che sono muffin-maniaca e tutto quello che posso lo trasformo in muffin.
Prima ricetta muffin-maniac ovvero una rivisitazione di una mia invenzione: muffin allo yogurt e cioccolato e poi si sono definitivamente arricchiti di nutella.
La ricetta è stata anche pubblicata nel lontano 2007 sul forum nessunonasceimparato.
Vi metto tra parentesi la possibile versione glutenfree.

I miei Muffins alla nutella o Muffinmania I anche senza glutine
Nutella muffins gluten free

Ingredienti


250 g di farina 00 (se gf, 200 gr MixIt Ds che è Schar e 50 grammi di fecola di patate*)

10 g di lievito per dolci (io ormai uso il lievito al cremor tartaro senza fosfati garantito gf, altrimenti lievito consentito)
140 g di zucchero
scorza di limone grattugiata
2 cucchiaino di vaniglia bourbon


3 uova extrafresche (io uso quelle grandi)

40 g di olio di riso

30 g di olio evo

200 gr di yogurt alla vaniglia (o yogurt alla soia)
un pizzico di sale
nutella (oppure crema spalmabile di cioccolato fondente, senza latte)


§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

Procedimento

Il forno va preriscaldato a 180°. 
Si possono o imburrare gli stampini da muffin oppure si possono inserire i pirottini di carta negli stampini da muffin. 
Questa seconda procedura è quella che uso io.
Setacciare assieme la farina, il lievito per dolci, lo zucchero,la vaniglia bourbon ed il sale. 
Mescolare bene per evitare grumi. 
Nella terrina della planetaria sbattere le uova intere con zucchero, il mix di oli e lo yogurt. 
Una volta mescolati bene gli ingredienti liquidi amalgamare questi agli ingredienti solidi. 
Con la planetaria si usa la frusta a k per impasti morbidi, altrimenti si danno i classici 12 giri di cucchiaio evitando la formazione di grumi. 
FONDAMENTALE per i muffins è non strafare, non mescolare eccessivamente, tanto che Jean Parè ed altri dicono di dimenticarsi del mixer. 
Il pregio della planetaria è che avendo questa frusta a k per impasti morbidi ci si impiegano dieci minuti esatti tra pesatura, impasto e versamento negli stampini, 20 minuti di cottura e poi muffins belli e buoni pronti.
Gli stampini vanno riempiti normalmente per 3/4 della loro capacità e a questo punto via con un bel cucchiaino colmo, ma molto colmo di nutella. 
Sono sicura di aver visto nel web una cosa del genere, ma non ricordo assolutamente dove e soprattutto chi, scusatemi. 
Comunque, la nutella deve affondare leggermente nell'impasto così i muffins lieviteranno correttamente e avranno un morbidissimo e golosissimo cuore cremoso di nutella. 
I muffins vanno cotti per 20-25 minuti o finchè non sono ben dorati. 
Quindi la cottura è anche funzione del proprio forno. 
Fare sempre la prova stecchino. 
Farli raffreddare prima per qualche minuto in forno e poi su una gratella per dolci per almeno 5 minuti...se resistete...

Di questi muffins con la nutella finora ne ho fatte solo 6 dozzine, delle quali due per la festa di San Martino in patronato e due per la festa di ieri nell'asilo, dove è stato anche il mio cucciolo e dove ogni anno c'è lo spettacolo di burattini, il laboratorio ed il rinfresco. 
Nel preparare quelli per l'asilo, ho dovuto farne una dozzina per il cucciolo, perchè mi ha detto con un tono piuttosto serio e arrabbiato: " Mica li porterai tutti via???"
Voglio evitare crisi famigliari e se è vero che chi si loda si sbroda, ok mi sono sbrodolata ma ogni tanto ci vuole!

Volete un buon infuso con i muffins???


domenica 14 novembre 2010

Aung San Suu Kyi è finalmente libera!

Aung San Suu Kyi è finalmente libera, non più agli arresti domiciliari, da sabato pomeriggio appena trascorso.
Nel suo primo discorso ha detto "La base della libertà democratica è la liberta di parola"

"Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome
Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome
Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome
Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull’eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome
Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome
Su tutti i miei squarci d’azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome
Sui campi sull’orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome
Su ogni soffio d’aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome
Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell’uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome
Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome
Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome
Sul lume che s’accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome
Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome
Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome
Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull’onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome
Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome
Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome
Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome
Sull’assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome
Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome
E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà."

(Poesia e Libertà, P. Eluard, 1943)



Kaiserschmarren alle mele profumata d'arancia (o alla mia maniera) senza glutine senza lattosio senza latte vaccino ... Apple Kaiserschmarren with orange scent gluten free dairy free cowmilk free

Sottotitolo storia di una ricetta e dei suoi travagli...
Orbene, questo post lo avrei potuto, anzi dovuto scrivere alla fine di settembre, ma non lo feci...
...chiedersi perchè è d'uopo, ma anche no...chiedersi perchè uso queste espressioni sarebbe la domanda prima da fare.
Ho un figlio in terza elementare, so che la notizia non ha aperto orizzonti nella vostra mente, ma vi assicuro sta cambiando l'entropia dell'universo.
Ha avuto il periodo della linea temporale, a storia e quindi i compiti erano tutto un susseguirsi di spiegazioni, utilizzando mentre, prima, poi, successivamente, contemporaneamente, in seguito, infine  e a me è invece venuta a galla l'uso delle congiunzioni.
Comunque  in questo fil rouge di solito qualsiasi azione egli, il mio cucciolo, stesse facendo, la mamma ovvero io, contemporaneamente, successivamente, in seguito, poi, infine, lavava i piatti! Sempre.
Piccolo inciso: abbiamo sempre avuto la lavastoviglie che, tra le altre cose, carica mio marito perchè dice che lui sa come mettere dentro le stoviglie, lui sa...capiterà una volta o due l'anno che la carichi io, ma secondo mio figlio la mia occupazione principale è lavare i piatti...che sia profetico???
Ovvero finito questo progetto, dopo decenni di precariato, soldi nisba, e via a lavare i piatti???
Vivo con una Cassandra in casa e non lo sapevo?
In realtà ci sarebbe più bisogno di pasticcieri e fornai che di lavapiatti...una aggiustatina alle previsioni è necessaria.
Per tornare laddove si doveva incominciare, alla fine di settembre...

"Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto,quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore,quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo,quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani."
(Veder cadere le foglie -  N. Hikmet)

...ma è anche il compleanno di mia cognata. 
Quest'anno poi sapevano che la festa di compleanno avrebbe potuto coincidere con un saluto per la sua partenza per San Francisco (in realtà partì due settimane dopo, ma allora non lo sapevamo) e volevamo festeggiarla con un dolce che potesse mangiare anche lei, perchè non può mangiare zucchero saccarosio e neanche farina di frumento, sebbene tolleri il kamut. 
Così, avendo visto pochi giorni prima questo dolce fantastico sul blog di Gaia (la Gaia celiaca), con negli occhi ed in bocca ancora i sapori altoatesini - vista al vacanza in quel di Merano - considerata la rapidità con la quale il dolce poteva essere fatto, mi sono lanciata.
Ovviamente ho DOVUTO rimaneggiare la ricetta, perchè a casa ero sprovvista di uvetta e rum e quindi mi sono guardata in giro per la cucina e c'erano mele altoatesine, per la precisione Golden nuove, e una bella bottiglia di Cointreau...la kaiserschmarren a modo mio era FATTA!
Quando il chaltron style non t'abbandona... ;-)

Kaiserschmarren alle mele profumata d'arancia (o alla mia maniera) 
senza glutine senza lattosio senza latte vaccino
Apple Kaiserschmarren with orange scent  gluten free dairy free cowmilk free

Ingredienti (ho utilizzato le dosi di Gaia)
4 uova grandi extrafresche cat. O
50 g di burro di bufala oppure per chi volesse margarina ottenuta per frazionamento e senza grassi idrogenati
250 ml di latte di soia (senza zucchero#)
100 g farina senza glutine (ho usato metà MixIT Ds che poi è Schar e metà fecola*)
4 cucchiai di fruttosio#
2 mele golden nuove, belle verdi e aspre tagliate a cubetti perfetti (oh! io ho il tagliatore di frutta e verdura altamente professionale: mio marito...voi non ce l'avete, mi dispiace :-) )
1 bicchierino di cointreau
1 cucchiaino di vanilla bourbon (che sta bene ovunque e comunque)
sale
zucchero a velo (OMESSO!)
composta di mirtilli rossi (presiselbeeren)#

*ricordare sempre che per essere consumati  tranquillamente da persone affette da celiachia devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili oppure rispondere alla direttiva del Ministero della Sanità concernente le tracce di glutine oo l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009.
#La composta era a bassa tenore di zuccheri, la seconda volta che ho rifatto il dolce ho utilizzato zucchero di canna e latte di soia zuccherato

Procedimento

Prima cosa ho messo all'opera il tagliatore professionale, seconda cosa ho montato a neve fermissima gli albumi. 
Poi ho montato tuorli e zucchero e ho aggiunto farina, cointreau, vanilla e latte di soia. 
Uso la planetaria, quindi con frusta a k per impasti morbidi ho mescolato il tutto ed infine ho aggiunto le mele a cubetti e ho mescolato con una spatola.
Poi con le due ciotole ci siamo trasferiti a casa da mia suocera, quindi l'impasto ha riposato un po'.
Ho mescolato gli albumi a neve fermissima con il composto, mescolando dall'altro verso il basso con una spatola senza far smontare il tutto. 
In una capace padella ho fatto sciogliere metà del burro e dopo che era sciolto ho versato l'impasto. 
Fatto dorare da un lato e girato con apposito piatto (un piatto da pizza della Villeroy Boch che è assolutamente perfetto come gira-frittate, dovrebbero metterlo nella descrizione dell'articolo!) e via alla spezzettatura dell'omelette con due forchette. 
Ho fatto cuocere con il restante burro a fiocchetti finché il tutto fosse ben dorato. Eppoi ho impiattato. 
Abbiamo mangiato, goduto e non fotografato.
Ho dovuto rifare la kaiserschmarren con le mele, ma con zucchero saccarosio, la domenica successiva, perchè l'aveva richiesta il cucciolo e perchè mi serviva la foto!
Et voilà!  


Mi toccherà tornare a Merano perchè la composta sta finendo e le mele son già finite da un pezzo...quasi quasi ci vado a piedi per smaltire questa bontà (che s'accumula, ahi se s'accumula!...ma è TROPPO BUONA! :-D)

Questa ricetta partecipa al contest "Dolcemente privi di..." di Simona, perchè è senza glutine, senza latte vaccino, senza lievito chimico, senza lievito di birra, senza saccarosio



sabato 13 novembre 2010

Io, Venezia...e la luna?

"Portentosa è la vita se si avanza
come una vela a sommo di misura.
Un vecchio che si fuma la sua pipa
 con altero coraggio sulla porta
del tempo, in queste infimi stagioni
qui sul Naviglio dove crescono i passi
già morti che si mettono alla griglia.
Fumiga il vento insieme alle prigioni
sta ferma quella chiesa maledetta
dove entrò ansante tutto il mio avvenire."
(Alda Merini)

Festeggiamenti di vario tipo, ma anche colpi dritti al plesso solare...non c'è che dire, la realtà non ci ha lesinato nulla...ma sono altro storie...Però, in un momento in cui mi sono sentita il cuore nero e graffiato una volta di troppo, ho aperto  a caso una raccolta di poesie di Alda - perchè nei miei pensieri i poeti che amo li chiamo sempre per nome, sono carissimi amici d'anima - e per quel momento le sue parole che partono, fuggono, tornano seguendo venti e sentieri spesso invisibili, erano così adatte, così giuste...erano il calice giusto in cui raccogliere il dolore, la rabbia, il temporale che si allargava agli angoli degli occhi... Erano le parole giuste per condividere un dolore con un'amica, un mio modo personale per dirle "sono qui, quando vuoi". Un piccolo momento.
Poi...poi, torna la voglia di essere pesantemente leggera. Davvero.
Tra una infornata e l'altra, mi sono messa a sistemare la macchina fotografica e le cartelle di foto nel mio PC, e ho ritrovato Venezia...
Un pomeriggio di un mese e mezzo fa, un pomeriggio con temporale incluso, uno di quelli che ti lavano l'anima a nuovo...una visita ad un luogo speciale, ma quale luogo a Venezia non è speciale??? Ricordi di risa e sorrisi, di una mano piccola che viene con me, di una mostra che ci ha fatto scoprire un bellissimo universo, di una Venezia che mi ha sussurato nell'orecchio "Ma ti ricordi perchè ti sei innamorata di me, tanto tempo fa...?"

Non c'era la luna neanche quella volta, c'era la nebbia, quella fitta...mattina presto, un intero universo svaniva e appariva, una piccola barca in mezzo alla laguna come se fossimo nel mezzo del nulla...e l'abbagliante pensiero che avrei voluto vivere lì - o qui - per sempre...
Non c'era la luna neanche la prima volta che visitai questo museo, ma c'era la neve, era inverno inoltrato, si era sottozero, la laguna era densa come l'inchiostro e altrettanto nera, pomeriggio...il museo lo visitai con una amica speciale, le nostre strade presero poi direzioni diverse - e questa è un'altra storia - ma mi è rimasto il museo, mi è rimasta Venezia...


Una retrospettiva di un pittore a me sconosciuto - so di essere un mammifero socratico, so di non sapere!  - Adolph Gottlieb, ed era alla PGC, ovvero Peggy Guggheneim Collection. Nell'attesa di poter iniziare la visita guidata,  il mio innamoramento veneziano rinnovato e cristallizzato nei pixels...




Adoro questa porta, il mio sguardo si perde nelle sue interconnessioni, ogni suo vetro è avvolto da questa rete...i pensieri sono rete che avvolge i ricordi, pulsanti, vivi, colorati di sentimenti...questa porta conduce ad opere d'arte...la mente ricorda le piccole opere d'arte che ha disegnato vivendo...la vita mi ha donato cicatrici che sono i tatuaggi della mia anima, ognuna ha colore, sapore, profumo...

"Dopo tanta 
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo
Mi riconosco 
immagine 
passeggera
presa in un giro 
immortale"
(Sereno di Giuseppe Ungaretti)

Nata e cresciuta a Roma per quasi sei lustri o poco meno, l'incontro con Venezia fu il mio "Sereno"...e a certi richiami non si può non rispondere...

"..
Ungaretti
uomo di pena
ti basta un'illusione 
per farti coraggio
..."
(da Pellegrinaggio di Giuseppe Ungaretti)
Non c'è dubbio che son donna di pena, ma per farmi coraggio piuttosto di un illusione meglio uno sguardo...

Stasera è una notte fredda, umida ma con qualche stella e anche qui dove vivo io, in terraferma ma vicinissima alla gronda lagunare arriva Venezia e mi domanda "...ti ricordi...?"
E io ricordo...