venerdì 28 ottobre 2011

Di donne, di Nobel, di Africa, di Asia...viaggiando di donna in donna, continente dopo continente con dolcezza: Pane dolce ai cachi con noci senza glutine senza lattosio senza latte vaccino ... Quick bread with persimmons and walnuts dairy free gluten free cow milk free

Fra un’infilata e l’altra di giornate no e nì, manco fossero perline, non è sempre facile mettere, bit dopo bit, quello che passeggia nei miei pensieri qui...
E quando finalmente posso provarci, come iniziare? 
Trovare un incipit, un abbrivio, mica facile...poi arriva sempre un bagliore, ancora una volta l’ho trovato visitando il blog di Walter :


Platone aveva insegnato a valutare la follia come dono divino: quando lo concede Apollo, si profeteggia; quando Dioniso, si esegue in rito; quando le Muse, si crea arte.
Occorre fondare la conoscenza sul brivido che la bellezza desta.
(E. Zolla)

Certo, considerati i tempi e gli accadimenti, i brividi che calpestano le nostre schiene non sono in relazione con quelli che la bellezza desta. 
Però, non ricordo se in una canzone o dove, si dice che tra le macerie può nascere un fiore. Il fiore che ha catturato la mia attenzione è stato il Nobel per la Pace assegnato a tre donne, due dell’Africa e una dello Yemen, Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakkul Karman, rispettivamente. 
Ne ha anche parlato Marco nel suo blog 


Ellen Johnson Sirleaf
Un anno fa, in occasione dell’8 Marzo aiutai una mia amica in una ricerca sulle figure femminili che avevano lasciato un segno nella missionarietà, in vari ambiti. 
In quel frangente abbiamo incontrato per la prima volta Edith Stein, che assieme a Simone Weil e ad Hannah Arendt è espressione filosofica, mente attiva e cuore pensante del Novecento. 
Abbiamo percepito una goccia degli oceani che quei tre cuori pensanti hanno lasciato al mondo. Per me comune mortale ci vorrebbero eoni per capire tutto quello che hanno detto, scritto ma soprattutto fatto “per il bene comune”, per tutti noi.

L'insegnante si qualifica per conoscere il mondo e per essere in grado di istruire altri in proposito, mentre è autorevole in quanto, di quel mondo, si assume la responsabilità. Di fronte al fanciullo è una sorta di rappresentante di tutti i cittadini adulti della terra, che indica i particolari dicendo: ecco il nostro mondo. (H. Arendt)”. 

Preciso, puntuale. 

Quando lo lessi la prima volta rimasi a bocca aperta e mi sentii come solo le più piccole diatomee si sentono: microscopica, insignificante...ma non totalmente. 
Ho una vita davanti per tentare di carpire il significato della mia non totale insignificanza, un’impresa...
Sempre in quell’occasione feci la conoscenza della figura di Wangari Maathai (Green Belt Movement), scomparsa di recente, insignita del premio Nobel per la Pace nel 2004. Attraverso il Green Belt Movement non solo sono stati piantati alberi per migliorare la qualità ambientale, non solo si è cercato uno sviluppo sostenibile, ma anche c’è stata la difesa della democrazia e dei diritti umani, soprattutto quelli delle donne. Il suo lavoro, il suo impegno era quello di rendere il pianeta migliore...lavorare per il bene comune...


Wangari Maathai


Vandana Shiva (da Il Corriere della Sera)
Come si chiude il cerchio aperto? 
Attraverso Wangari Maathai abbiamo conosciuto anche Walking Africa, la campagna per il Nobel a tutte le donne d’Africa . 
Tutte le donne d’Africa sono Wangari, sono Ellen, sono Leymah, come tutte le donne d’Asia sono Tawakkul, ma anche Vandana...
Vandana Shiva...
Shiva come la deità più importante del pantheon induista, distruttore e restauratore; fisica, attivista, economista e ambientalista, teorica dell’ecologia sociale, estremamente critica nei confronti del cosidetto sviluppo economico, poichè sostiene “si verifica la distruzione di culture e di altri modi di vivere per far posto a culture competitive il cui grado di civiltà è dato solo dal mercato”. 
Ed inoltre sostiene che il danno maggiore sia stato che “gli uomini hanno creato uno sviluppo privo del principio femminile, conservativo, ecologico e fondato sullo sfruttamento delle donne e della natura”. 
Per una ulteriore riflessione vi metto il link del resoconto del discorso di Vandana Shiva alla giornata mondiale dell’alimentazione 2011 
Non è detto che si debba concordare su tutto, ma certo dona notevoli spunti per riflettere. 

Forse sono più sensibile al fascino di queste donne perchè portano avanti a doppio filo i diritti civili e quelli ambientali...gli uni hanno bisogno degli altri. 
Magari sono banale a pensarlo, visti i tempi potrei anche essere sovversiva per alcuni, ma tutte le donne non solo d’Africa e d’Asia sono Wangari, Ellen, Leymah, Tawakkul, Vandana, ma anche Edith, Simone...sono semi che hanno messo radici e che sperano di fiorire.
Da un continente all’altro, di donna in donna, da grandi temi a temi più piccoli, ma non meno importanti come la cucina.
Quando ho cominciato a scrivere in questo mio spazio, ho cominciato a conoscere altri blogs, soprattutto foodblogs e saltando di blog in blog come una vispa Teresa attempata ma incoscientemente gioiosa ho incontrato diverse fonti di ispirazione e, con la piena coscienza della mia chaltron attitude, ho provato a “fare di nuovo” e a modo mio, che vuol dire senza glutine e senza latte, diverse ricette delle mie ispiratrici. 

La fonte di ispirazionedi cui parlo oggi è Sabrine d’Aubergine 

Sabrine ha un blog stupendo, impeccabile, con ricette che mi entusiasmano...alcune non le farò mai! 
La chaltron attitude, per quanto incosciente, ha un limite. Ma alcune sono nella wish list e stavolta una l’ho “fatta di nuovo”. 
Ecco la ricetta del pane dolce di cachi con noci senza glutine e senza latte vaccino. A me i cachi piacciono moltissimo, ma non sono graditi ai miei due uomini, questo è un'ottima alternativa. 
L’originale è qui.

Pane dolce ai cachi con noci 
senza glutine senza lattosio senza latte vaccino
Quick bread with persimmons and walnuts 
dairy free gluten free cow milk free



Ingredienti ovvero che ci ho messo?

150 grammi di Mix It DS SENZA GLUTINE
100 grammi di fecola di patate, NATURALMENTE SENZA GLUTINE ma con attenzione alle cross-contaminazioni
180 gr di zucchero
60 grammi di margarina (grassi non idrogenati, senza latte vaccino)
10 grammi di burro di cacao garantito SENZA GLUTINE
2 uova
50 ml di Porto (ho ancora quello comperato in Portogallo, che è meraviglioso)
250 grammi di polpa di cachi, circa due cachi, privati della buccia
100 grammi di noci spezzettate grossolanamente
sale
mezza bustina di lievito senza fosfati garantito senza glutine, cioè il mix di cremor tartaro e bicarbonato di sodio.

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

Procedimento ovvero come diamine ho fatto?

Planetaria e fusta a k per impasti morbidi. Ho mescolato le uova intere con lo zucchero, ho sbucciato i cachi e li ho aggiunti nella planetaria, ho fatto sciogliere per pochi secondi in MW la margarina ed il burro di cacao e li ho aggiunti nella planetaria. 
Perchè ho provato il burro di cacao? 
il mio amico pasticcere vende prodotti di una ottima ditta, certificata senza glutine, tra questi c'è anche il burro di cacao, vegetale e senza glutine e adatto per cucinare. 
Ho fatto esperimenti con la carne (scaloppine al marsala che hanno passato il test di qualità: scarpetta del cucciolo con pane), verdure e adesso anche con i dolci. Non bisogna esagerare con la quantità e a mio parere è meglio miscelarlo, però funziona. Quindi lo uso ;-).
Ho aggiunto i 50 ml di Porto, ho mescolato. 
Poi ho aggiunto le farine ed il lievito che erano stati pesati e miscelati assieme. 
Infine le noci ed ultima mescolata. 
Ho preso uno stampo da plumcake 25x10 (ce l’ho incredibile ma vero!) e la carta da forno. Ho versato il composto nello stampo foderato con carta da forno ed in forno caldo, a 180°C, per 45-50 minuti. 
Non ricordo dove l’ho letto, ma per far asciugare meglio il plum cake, bisognerebbe lasciarlo cuocere gli ultimi 10 minuti senza stampo, ho fatto così ed è venuto perfetto. 
Il Porto si sposa benissimo con i cachi e questo pane rimane buono anche dopo qualche giorno, scaldato in MW risulta ancora profumato e fragrante. 
Ottimo per la colazione, ma anche per un goloso spuntino pomeridiano.



Ci è piaciuto.
In attesa di ulteriori ispirazioni, una briciola di musica per augurare a tutti una serena notte.

Precious - Depeche Mode
No woman no cry - Bob Marley
Lonely Woman Sarah Vaughn

Questa ricetta partecipa al contest di Simona "Dolcemente privi di..." perchè è senza latte vaccino, senza lievito di birra e senza glutine!

martedì 18 ottobre 2011

Ah che sarà...che sarà...pensieri sparsi ma non troppo e ad accompagnarli Panini allo stracchino di bufala senza glutine senza latte vaccino .... Buns with buffalo stracchino gluten free cow milk free

Ecco
...alla fine sono riuscita a dare un titolo a questa sensazione che mi porto dentro da giorni, è sbocciato nella mia mente all’improvviso con titolo nonchè nome e cognome. 
Adoro Ivano Fossati, sin dai tempi dei Delirium, io piccola con il mio mangiadischi il suo 45 giri e via a cantare “Yesahel” a tutta voce, stonando machissenefrega! 
Quando è che ha cominciato ad importarmi che cantando stonavo? 
Quando me lo hanno fatto notare anche in maniera poco carina e non è stato più divertente cantare…
Si incontrano persone nella vita che sanno giustamente come dirti le cose nel modo più sbagliato possibile…devo avere un magnete interno viste alcune mie capacità al riguardo…
Questa cosa, quella del magnete interno  riguardo certe situazioni, me l’ha ricordata il mio prof venerdì scorso…
In effetti sul lavoro mi è capitato e mi capita piuttosto spesso di trovarmi impastoiata in situazioni difficili e di salvare comunque le castagne dal fuoco... mi ricordassi ogni tanto di mettere anche  i guanti…
Sono giorni adrenalinici...
Respiro ma non prendo fiato, corro e non arrivo da nessuna parte, inizio una cosa, ma ne arriva un'altra più urgente, mi programmo un'attività e invece no...
... e tutto questo friccicore diventa seconda pelle e torno a casa e adrenalinicamente continuo a correre, ma non arrivo e mi stanco, ma non faccio quello che vorrei...mi siederei a braccia conserte a dire "Uffa e stra - uffa" per soli cinque minuti se ne avessi la possibilità...
Si, ogni tanto anche io faccio i capricci.
Poi, torno presente a me stessa e comincio a giocare con queste cose sparse, pensieri sparsi come fosse il gioco dei quindici e mi ingegno a trovare la soluzione…
E in questi miei giorni adrenalinici nel mondo che è successo? 
Bah…la manifestazione a Roma (vigliaccamente quando ho visto via Merulana con black blocks in azione ho cambiato canale) e vogliamo parlarne? 
Preferirei di no, come Bartleby insegna. 
Perchè piuttosto non parlare di come l’Islanda ha risolto il problema dei debiti delle banche? 
Carlà ha partorito o non ha partorito? 
Vogliamo parlarne? Preferirei di no, da bartlebyana convinta. 

Piuttosto perchè non parliamo di Andrea Zanzotto che ci ha lasciati?
Natale mordicchia gli orecchi
glissa ad affilare altre radure.
Lascia le luminarie
a darsi arie
sulla piazza abbandonata
col suo presepio di agenzie bancarie.
…”
(Dintorni Natalizi)

Incontrai la sua poesia attraverso il Bestiario Veneto di Paolini anni fa. 
Chissà se adesso riesco a spiegarmi senza incartarmi con le parole…
Per me leggere i versi di alcuni poeti è come respirare, bere un bicchiere d’acqua e mangiare del pane, è così naturale ritrovarsi nelle pieghe dei loro versi, con altri poeti il rapporto è più difficile, richiede tempo, quello necessario ad allineare il mio spirito a quelle parole e magari ci vogliono anni e lontananze e sofferenze prima che l’incontro sia. 
Con Zanzotto è stato così, è stato un sentirlo atttraverso un film che lo riguardava, sue interviste più che leggerlo…proprio due settimane fa in libreria comperai un libro di poesie e prendendo in mano quello di Zanzotto gli dissi “ Eh no, non è ancora il momento” e comperai una ennesima antologia di haiku.

“…
Hölderlin: "siamo un segno senza significato":
ma dove le due serie entrano in contatto?
Ma è vero? E che sarà di noi?
E tu perché, perché tu?
…”
(Si, è ancora la neve)

A volte “perchè tu” ce lo chiediamo spesso in molteplici situazioni, peccato che spesso siano dolorose.
Devo concordare con il sacerdote che mi disse tempo fa, in merito ad un momento molto brutto, che esistono due tipi di domande: quelle con la risposta e quelle senza risposta. Le seconde ci aiutano a crescere. 
Egoisticamente? 
Umanamente? 
Microcosmicamente? 
Insomma, in ogni caso credo che vorremmo farne a meno, a volte.
Mentre sto cercando di dare un senso ai pensieri (Marco direbbe “un senso alle cose” ma lui è più bravo di me nel campo) mi viene in mente che questo tempo è come un’altalena che si muove velocemente, in modo non armonico, è sbilanciata e dall’alto abbiamo paura del basso che avanza... 
Siccome già provai in tenera età che significa capovolgersi con un altalena in velocità (che botta!), preferirei di no, sempre come Bartleby insegna...sono un’alunna diligente.

Di che vogliamo parlare? 
Del fatto che due giorni fa era il Blog Action Day e l’argomento era il cibo? 
Ne ha parlato la mia amica Paula (potete guardare qui) e adrenalinicamente carica ho lasciato un commento piuttosto polemico - non nei suoi confronti ovviamente! – sull’impatto di certe iniziative. 
Credo fermamente che ognuno di noi possa fare qualcosa, ma troppo spesso lasciamo che siano solo parole e non azioni. Nel caso del cibo mi sento di dire che poche settimane fa è apparso un articolo sul NY Times (potete guardare qui) che ha affermato che pur essendo vero che il junk food è quello maggiormente consumato dalle fasce povere, è erroneo affermare che sia a buon mercato, cucinare a casa costerebbere sicuramente meno…che perdonatemi ma visto da questa parte dell’Oceano Atlantico, anzi addirittura del Mar Mediterraneo ha il sapore della scoperta dell’acqua calda…
Qui magari ci interroghiamo se sia meglio comperare l’insalata in busta e lavarla piuttosto che comperarla e pulirsela a casa…e non è che in USA non coltivino verdure o insalata. 
Molto spesso l’approccio con il cibo è un fattore culturale e passa dovunque passa la tua vita. Ecco il perchè del mio commento. 
Vogliamo impegnarci? E’ fantastico che ci siano cuochi che ci insegnino come fare delle chips fritte dal gambo del cavolo, ma perchè non lasciare il gambo del cavolo nell’umido che fa compost per altre coltivazioni e insegnare il km 0, la stagionalità senza estremismi? Sì, lo so, l’ora è tarda e io sragiono, ma mica solo per colpa dell’adrenalina accumulata…
E di che altro ancora parlare? 
Del World Bread Day che non conoscevo e che ho imparato a conoscere e caso volle che proprio domenica stessi panificando! 
Ed ecco che si arriva alla ricetta, avendo smaltito un po’ di quel friccicore adrenalinico.


E che cosa ho fatto?

Panini allo stracchino di bufala senza glutine senza latte vaccino
Buns with  buffalo stracchino gluten free cow milk free





L’idea di partenza era ritrovare una ricetta che feci tanto tempo fa di un pain de fromage, ricetta che ovviamente non ho trovato, ma ero andata in fissa con questo binomio e così in rete ho trovato questa ricetta GLUTINOSA e mi son detta “E io la faccio SENZA GLUTINE”. 
Continuiamo così, complichiamoci la vita...

 Ultimamente questi sprazzi di follia sono in aumento, va a sape’ se è davvero colpa di tutto il contorno o solo del mio folle cervellino…come diceva il guru “la seconda che hai detto!”…in che mani sono!

La ricetta glutinosa è del blog La cucina di Federica

Ingredienti, ovvero che ci ho messo?

Intanto mi è venuta pure l’idea di cominciare a diminuire le farine senza glutine preconfezionate e di introdurre farine che nascono naturalmente senza glutine. In più, era da tempo che volevo riprovare la farina di soja e una nota di Olga –Felix di Un cuore senza glutine mi ha dato il la.

100 gr di farina di riso, che sia garantita senza glutine, quindi dicitura, spiga sbarrata o che semplicemente venga da stabilimenti monofiliera, dove viene esclusivamente processato riso, questo sempre per minimizzare le cross-contaminazioni a monte
50 gr di farina di soia, ho usato la LoConte che è garantità freefluor, esente quindi da cross-contaminazioni e si trova in qualsiasi supermercato fornito
50 gr di farina SENZA GLUTINE NUOVA TERRA
300 gr di farina SENZA GLUTINE DESPAR FREE senza glutine e senza lattosio
12 grammi di lievito di birra fresco, mezzo cubetto circa
2202-225 gr di stracchino di bufala
400 ml di acqua tiepida
sale
farina di riso per lo spolvero.


§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

Procedimento ovvero come diamine ho fatto?

Ho preso la ciotola della planetaria, che poi è un lui perchè è Ken, e ho fatto pesare al consorte le farine, essendo ingegnere è capace. 
Intanto ho scaldato brevemente l’acqua in MW, scartato lo stracchino e spezzato a metà il cubetto di lievito. 
Il consorte mi ha dato la ciotola con dentro le farine e io ci ho messo dentro in ordine sparso il lievito sbriciolato, lo stracchino e l’acqua. 
Con la frusta a gancio ho fatto amalgamare, ho aspettato 10-15 minuti (metodo spannometrico per il calcolo del tempo, l'attesa me l'ha insegnata Richard Ploner) e dopo ho finito di impastare. 
Ho fatto scaldare il forno sui 35 gradi e l’ho usato come cella di lievitazione.
Quanto ha lievitato? 
Sicuramente due ore e mezza, forse anche tre, è ben lievitato. 
Allora, ho spolverato il mio piano con farina di riso e piano piano, pallina dopo pallina ho reimpastato la massa, provando a dargli anche una forma…ovviamente grazie alla mia chaltron manualità. 
Poi ho fatto lievitare un’altra oretta ed infine ho cotto.
Il pane cuoceva mentre il consorte era andato a riprendere il figliuolo che era andato via con i compagni del patronato. 
Quando sono giunti a casa, i panini erano pronti e ho fatto alcune foto, ne ho aperto uno e ho detto ad Ale “vuoi assaggiarlo?” mi ha detto “non adesso”…scaricate le foto, son tornata di là e vedevo che stave mangiando e gli ho chiesto “hai assaggiato i panini?” e lui “Uhuhuh, ne ho mangiati quattro, questo è il quinto…”


Che dire?

Ah che sarà che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare che tutte le campane andranno a cantare
e tutti i figli insieme a consacrare e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare perfino il Padre Eterno da cosi' lontano
guardando quell'inferno dovrà benedire
quel che non ha governo ne mai ce l'avrà , quel che non ha vergogna ne mai ce l'avrà
quel che non ha giudizio.

Ah! Comunque da quando è nato Ale ho ricominciato a cantare a tutta voce...
... Stono...
Macchissenefrega ;-)



Serena notte a voi

martedì 11 ottobre 2011

Cristallo? No, QUASICRISTALLO! Riflessioni e divagazioni con ricetta...Il pane sfogliato all'olio di oliva di Sonia – La Cassata Celiaca senza lattosio senza glutine senza latte vaccino ... Pan de Hojaldre with extravirgin olive oil dairy free gluten free cow milk free

Da dove cominciare? 
Bè dall’inizio che è meglio (direbbe il puffo Quattrocchi...e pensare che a me i puffi con quel colore azzurro non mi son mai piaciuti).
Prof. Emerito Freddy Adams
Oggi ho partecipato ad un interessantissimo seminario, organizzato da uno dei professori del mio laboratorio ed il relatore era Freddy Adams. 
E chi sarà mai costui? 
L’unica cosa che sapevo di lui prima che facesse la sua lecture era che si occupava di spettrometria di massa
Di solito i seminari internazionali organizzati da questo professore sono di estremo interesse. 
Quindi dopo Crutzen e l’Antropocene e dopo un interessantissimo seminario sul climate change, oggi Freddy Adams, Professore Emerito all’Università di Antwerp (Anversa), uno dei padri della spettrometria di massa, che annovera tra i suoi interessi oltre alla chimica analitica anche le nanotecnologie. 
Un link per informarsi (http://www.ae-info.org/ae/User/Adams_Freddy).

Come previsto, le aspettative sono state confermate: seminario molto interessante, soprattutto per gli sviluppi futuri e le interconnessioni disciplinari tra la chimica analitica, le nanotecnologie e le biotecnologie. 
Un futuro prossimo. 
Inoltre, il prof. Adams ha giustamente menzionato il premio Nobel 2011 per la chimica, la cui scoperta è stata una rivoluzione per la chimica, che però è stata anche ignorata per quasi 2o anni.
Anzi, il suo scopritore Daniel Shechtman, del Technion – Israel Institute of Technology di Haifa, è stato anche un po’ preso in giro per i suoi quasicristalli. 
Ed invece dopo più di vent’anni ecco che arriva il massimo riconoscimento!
Quello che ho studiato sui banchi di scuola e dopo su quelli universitari era che la disposizione degli atomi in un reticolo cristallino era ordinata e con una forma geometrica semplice e ripetuta e periodica che, in base al centro di simmetria e al piano di simmetria, dava origine a sette diversi sistemi cristallini.
il modello atomico di un 
quasicristallo (Fonte: Laboratori Ames, 
Dipartimento dell'energia degli USA)
Quale la differenza tra cristalli e quasicristalli? 
I secondi hanno atomi disposti in maniera ordinata, ma non ripetitiva (ad esempio sono stati osservati cristalli pentagonali).
I quasi cristalli seguono il rapporto aureo, che è basato sulla serie di Fibonacci, che è ad esempio alla base della struttura delle conchiglie delle chiocciole. 
Il professore emerito Freddy Adams ci ha spiegato che la struttura del quasicristallo può essere assimilata a quella di alcuni pavimenti tipici del mondo islamico, dove strutture pentagonali si ripetono a formare una struttura che può essere chiamata mosaico aperiodico (vedere Cairo pentagonal tiling ). 

Tra l’altro i pavimenti ed i mosaici a piastrelle dell’arte islamica seguono la serie di Fibonacci e si basano quindi sul rapporto aureo. 
Inoltre, un ricercatore italiano, Luca Bindi, in collaborazione con ricercatori Harvard e Princeton, ha scoperto un quasicristallo naturale, dimostrando che tali cristalli non solo esistono in natura ma sono anche stabili geologicamente parlando.

Dopo i neutrini che riscrivono la fisica, i quasicristalli riscrivono la chimica e anche la geologia.

Il prof. Adams ci ha parlato di nanotecnologie applicate alla spettrometria di massa, la miniaturizzazione di strumenti e strumenti sempre più sensibili fino ad arrivare allo yoctogrammo, che è 10-24 g...praticamente siamo a livello di 1 dalton o di 1 atomo di idrogeno 
(altro che tracce ed ultratracce! Se penso a quanto è difficile a volte spiegare il concetto di tracce (ppm, mg/l o mg/kg),per arrivare allo yoctogrammo vedo una lunga, lunghissima strada...e non di mattoni gialli!).

Questi progressi aprono sentieri da battere in altri campi scientifici...come dicevo un futuro prossimo. 
Intanto dobbiamo vivere un presente dove bisogna affrontare diverse emergenze, compresa quella ambientale del cambiamento climatico globale e non solo...visto che cosa è accaduto a Tauranga in Nuova Zelanda
Speriamo non sia un'altra BP...
Dopo aver assaggiato pezzetti di futuro prossimo, torno a cose più ordinarie.
Ho un po’ di ricette “in attesa”, archiviate per essere poi pubblicate, esperimenti e chaltron esperimenti fatti da me medesima con farine diverse, farine parallele,  naturalmente senza glutine, spesso dietoterapiche. 
Sebbene io non sia una vera foodblogger nell’accezione propria del termine, cucinare cucino, panificare panifico e sperimentare sperimento. 
E mi piace molto condividere i miei risultati :-).

Inoltre, mi entusiasmo quando vedo una bella ricetta e questa volta è toccato al Pane sfogliato all’olio di oliva di Sonia – La cassata Celiaca , che Sonia ha scoperto grazie al programma di Laura Ravaioli, che entrambe abbiamo scoperto essere il Pan hojaldre delle Simili. 
Questa ricetta l’ho fatta la scorsa settimana, mentre ero in malattia.

Il pane sfogliato all'olio di oliva di Sonia – La Cassata Celiaca 
senza lattosio senza glutine senza latte vaccino
Pan de Hojaldre  with extravirgin olive oil 
dairy free gluten free cow milk free



Le farine da me utilizzate sono farine senza glutine, dietoterapiche ma acquistabili in qualsiasi supermercato e/o ipermercato.
Ecco la ricetta.

Ingredienti ovvero che ci ho messo dentro

240 g di farina DESPAR FREE
160 g di CEREAL APROTEICA
60 g di NUOVA TERRA
11 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale 
425 ml di latte di soia senza zucchero
olio per spennellare

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009

Procedimento ovvero come diamine ho fatto?

Ho messo tutte le farine pesate nella planetaria, ho sbriciolato il lievito di birra e ho aggiunto il liquido. 
Ho azionato la planetaria con la frusta a gancio perchè si amalgamasse il tutto. 
Poi, come dice Richard Ploner nel suo libro “Il pane delle Dolomiti), ho aspettato 15 minuti.
Ho aggiunto il sale e e reimpastato.
Poi ho messo a lievitare, ma in una ciotola oleata, sempre in forno precedente riscaldato a 50° C (uso sempre il forno come cella di lievitazione). 
Ho aspettato che lievitasse e dopo due ore e mezza, anche tre ho steso la pasta sulla carta forno infarinata con la farina Cereal aproteica e ho fatto i 4 giri come descritto da Sonia nel suo post, proprio come se fosse pasta sfoglia. 
Ad ogni giro ho spennellato la superficie con olio evo. 
Poi ho diviso a metà...ed ecco il mio chaltron istinto che viene fuori: non ho fatto i tagli e ho messo in due stampi da plum cake. E ho rimesso a lievitare per un’altra ora sempre in forno.
I tagli sono necessari affinchè il pan sfogliato, che poi è il Pan hojaldre delle Simili – hojaldre in spagnolo significa pasta sfoglia, sfoglia, sfogliato – abbia la sua caratteristica forma.
Mi sono dimenticata.



Quindi ho ottenuto un pane ben lievitato, con una folding-sfogliatura ;-).

Poi ho cotto come dice Sonia: 250°C per 10 minuti e30 minuti a 200°C. 
Per vedere se era cotto ho bussato sul fondo e suonava vuoto. 
Profumo ottimo e buona crosta...
L’ho messo a raffreddare su una gratella e mi son goduta il profumo. 
Dopo essere tornato da scuola Ale se ne mangiò due fette con la nutella per merenda e diede la sua completa approvazione.
La prossima volta mi ricordo dei tagli ;-).



Quindi si rifarà :-D


Dulcis in fundo piccolo aggiornamento: 
sempre in quella settimana di malattia feci nuovamente il panbrioche veloce, ma seguendo il consiglio di Olga - Felix di uncuoredifarinasenzaglutine, usando cioè 11-12 grammi di lievito per evitare che si sedesse. 
Ebbene, lievitò moltissimo :-), da castrona misi l’impasto in due stampi a plum cake, ma li riempì troppo e dopo la seconda lievitazione erano al bordo in cottura gonfiandosi dell’impasto sbordò fuori ed io, per evitare ulteriori disastri, aprii lo sportello del forno e ...l’impasto si sedette. 
Ocio! Con il metodo empirico si impara sempre. 
La prossima volta, più stampi, meno impasto e non aprire il forno ;-). 
Quindi si rifarà pure questo :-D
Che musica per una serena notte???

Sarah Vaughn

o...Bobby Mcferrin and Chick Corea?

fate vobis!
Serena notte

martedì 4 ottobre 2011

Un verdetto che si è fatto attendere, l’autunno che si fa attendere... e allora? Purple pleasure: Crema di cavolo cappuccio rosso e patate senza lattosio senza glutine senza latte vaccino ... Potato and red cabbage potage dairy free gluten free cow milk free

Finalmente!
Oggi tutti i tg avevano un argomento nuovo di cui parlare, oltre alle esternazioni di “Papi” e compagnia bella...è arrivato il verdetto del processo Kercher, ovvero il processo di Amanda Knox, bellabiondabiancaeammericana, e di Raffaele Sollecito bellobiondobiancomaitaliano e se non ricco molto benestante.
Io capisco di giurisprudenza tanto quanto di meccanica quantistica, ovvero zero assoluto (no, quello lo capisco, i gradi kelvin li conosco)...insomma arricchisco l’entropia dell’universo con la mia ignoranza della materia e sono pure brava a farlo...
Ma veniamo al punto – che mica è semplice.
Il verdetto della Corte d’Appello è una assoluzione perchè il fatto non sussiste...
...in uno dei dibattiti mediatici – perchè se l’Ammerica mediatica in questo momento si infiamma per il processo Michael Jackson in L.A., noi questo c’abbiamo – una giornalista/criminologa? diceva che ci sono delle incongruenze poichè Rudy Guede – neroivorianononricco - si è dichiarato colpevole ed è stato giudicato colpevole ma in concorso con altri...
...in effetti, non è proprio una piccola incongruenza.
Un altro commento che mi ha colpito è stato quello di un avvocato vicentino o veronese, esponente del PDL che parlava in un dibattito mattutino in una di queste nostre tv locali – tipo TeleBassano o che so io.
La domanda postagli dall’intervistatore suonava più o meno così “E’ possibile che siano stati assolti anche perchè potevamo permettersi certi avvocati?” 
La risposta è stata “Certamente, ma accade così in tutto il mondo...”.
Il fatto che la Giustizia sia bendata mi sembra di aver imparato che avesse un altro significato...
Non so quanti di voi si son andati per curiosità a leggere ciò che in conterranei della bellabiondabiancaeammericana Amanda hanno lasciato sul quotidiano The Seattle Times (The Seattle Times) che il consorte mi ha consigliato di leggere...
...beh, una cosa va detta molti dei commenti postati sul quotidiano di Seattle forse qui non sarebbero stati postati sugli spazi di un qualsiasi analogo quotidiano nazionale, perchè qui c’è una moderazione redazionale diciamo...”attenta”...
Intendiamoci, non sono colpevolista tout court o innocentista tout court, credo che il lavoro scientifico sia utilissimo e continua a progredire di anno in anno, ci sarà un terzo grado di giustizia e un altro verdetto...il circo mediatico troverà altro di cui foraggiarsi, ma chi ha perso una figlia, una sorella, un'amica attenderà che il vero colpevole sia condannato dalla giustizia umana, non per porre fine a questo capitolo, ma solo per cominciare a sopravvivere ad una perdita, che come ogni perdita è dolore beante che si può provare a lenire, ma non guarisce.

Si fa attendere anche l’autunno. 

Qui è ancora piena estate, anche se senza l’afa e l’umidità che la caratterizza in questi lidi. 
Ricordavo oggi con Nicoletta, la signora che fa da “seconda mamma” ad Ale quando sono al lavoro che oltre ad iniziare scuola in ottobre, a non andare a scuola il 4 ottobre perchè era festa, si andava a scuola con le maniche lunghe perchè sentivi davvero l’autunno e studiare la poesia di Carducci era normale perchè era consona all’atmosfera...
... oggi Ale doveva imparare una poesia di Marino Moretti su Ottobre, ma con il caldo che c’era era così fuori atmosfera...

In attesa di quest’autunno, per entrare nel mood giusto una piccola ricetta...
Purple Rain la cantava Prince n anni fa – non è che la mia tastiera si mangi lettere o la mia vista sia peggiorata, n = enne. 
Purple Rain che tormentone! 
Per non parlare poi del Raspberry Beret che sempre Prince cantava qualche anno più tardi...adoravo quelle canzoni...persino nelle canzoni adoro il viola e le sue declinazioni!
Qualche giorno fa nel suo blog Caris raccontava del suo Purple Mood e delle varie declinazioni, ovvero tovaglie, oggettistica, ortaggi, tuberi...in effetti le patate viola mi mancano all’appello, ma per il resto eccomi!
Tranne le melanzane che non posso mangiare – se le mangio cominciano i pruriti, poi i fastidi allo stomaco, ecc. ecc. – il viola piace e parecchio!
Purple mood, purple pleasure, purple time? 
che poi purple è un insieme di tinte che contengono sfumature di rosso e blu, quindi si va dal porpora al viola...e le barbabietole? 
che siano purple???




Il cavolfiore violetto è un must di stagione, rigorosamente lesso con del buon olio extravergine, meglio se 100% italiano, che significa che deve esserci scritto che le olive sono tutte italiane, che è prodotto e confezionato in Italia – intendiamoci, ci sono anche olive buone nel resto dell’Europa, ma vantando l’Italia moltissimi IGP e DOP in questo campo via al km 0 e quindi privilegiamo il prodotto italiano. 
Per un buon extravergine bisognerebbe considerare anche tutto il processo di pre-estrazione ed estrazione propriamente detta che influenzano poi i sentori dell’olio stesso, sentori che derivano anche dalle caratteristiche dell’oliva e della sua maturazione e dalla estrazione e conservazione. 
Altro grande must di stagione della nostra tavola il cappuccio rosso. 
Qualche anno fa, mangiando cappuccio e soprattutto cappuccio rosso Alessio cominciò a mangiare verdura cruda e adesso, a piccole dosi apprezza anche il radicchio – quello trevisano tardivo, soprattutto.
Ale è come me, adoriamo zuppe, cremine e cremose...mio marito assolutamente no! 
Ci ripete sempre e ad libitum che semmai, forse, quando avrà 90 anni e sarà in ospizio mangerà quelle cose...meglio... così ce le sbafiamo noi! ;-)
Una cosa che Ale mi chiede quando è stagione è la crema viola, ovvero cappuccio rosso e patate.
Io la faccio in pentola a pressione e uso il metodo occhiometrico.

Crema di cavolo cappuccio rosso e patate 
senza lattosio senza glutine senza latte vaccino
Potato and red cabbage potage 
dairy free gluten free cow milk free

Ingredienti ovvero che ci metto?

Cappuccio rosso
Patate
Acqua q.b.
Dado da brodo vegetale, SENZA: glutammato monosodico, lievito di birra, coloranti, fonti di glutine...sembra impossibile, ma si trova un dado così...a me in realtà sembra impossibile che in un dado mettano tutto quello di cui sopra
Yogurt bianco (o di soia o di pecora o di capra, quest’ultimo lo uso meno perchè sento parecchio il “forte” della capra, ma c’è chi non lo avverte affatto ed è uno yogurt molto cremoso e denso)
Olio evo a crudo alla fine nella fondina
Pepe per chi piace
Crostini di pane da “tociar” dentro

§ per i celiaci e le persone gluten sensitive: accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE  come da regolamento CE 41/2009 e non dimenticare mai il discorso sulle tracce e cross-contaminazioni.

Procedimento ovvero come diamine faccio?

Taglio il cappuccio ben lavato a pezzi grandi togliendo la base dura e qualche foglia esterna più rovinata, poi metto le patate che ho lavato e sbucciato e risciacquato, a pezzi più o meno regolari. 
Aggiungo acqua quanto basta, in relazione anche alla pentola a pressione che uso – quella piccola o quella grande, come sono precisa, vero! 
E aggiungo il dado vegetale sbriciolato. 
Lascio cuocere per una ventina di minuti, forse qualcosina di più. Ma non troppo, anche perchè le verdure non devono perdere le loro proprietà e neanche il colore, che anche quella è una bella ed interessante proprietà. 
In realtà spesso dopo 20 minuti dal fischio spengo e lascio che la valvola nella pentola a pressione scenda quasi da sola, in questo momento di attesa le verdure continuano a cuocersi un po’, poi apro e vado con il minipimer ottenendo una crema densa e allora ci aggiungo dello yogurt bianco finchè non ottengo la consistenza voluta e lascio scaldare la crema sul fuoco finchè non riprende un po’ di bollore, poi bella calda fumante la metto nelle fondine. 
Ho trovato delle fondine coloratissime  da Ikea e quindi ognuno si sceglie il colore...a casa mia mugs, tazze e fondine sono tutte diverse, così ognuno sceglie...ehm, ehm, ehm...è anche la mia vena cialtronesca che fa sì che collezioni mugs, tazze e fondine di ogni tipo.
Una volta nelle fondine, un giro di olio evo, un po’ di pepe, un bel cucchiaio...ready, steady, go! 
Si mangia! 
Questo è il comfort food che ci piace tanto tanto!!!



E con questa semplicissima, ma comfort e colorata, ricetta partecipo anche al contest della carissima Kat

Tu ti puoi spingere indietro per un ruscello di luce al cielo,
e indietro nella storia sul corso del tempo,
e questa rapidità ti fu data non per affrettarti
né soprattutto per andartene dove vuoi,
ma perché nella smania di spendersi del tutto
a te spetti invece il potere di fermarti.
(R. Frost)

sempre dal blog di Walter Corsiva-mente.

Mi piace Robert Frost, mi sembra una buona ri-lettura per l'autunno che arriverà... E per rimanere in tema Purple e con un po' di jazz (perchè come dice un gatto intelligente "Tutti voglion fare jazz, perchè resister non si può al ritmo del jazz...")



Lemonik Jazz - Purple Rain
Keith Jarret - Autumn Leaves