venerdì 26 agosto 2016

Dessert al cucchiaio con lamponi senza glutine senza lattosio senza proteine del latte senza soja senza saccarosio vegan

Oh Pamela, questo è il bene dell'esser dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza
(Il Visconte Dimezzato - Italo Calvino)

La chiamavo l'altalena sugiù. O semplicemente il sugiù.
Tutto attaccato.
Bisognava essere in due. Uno andava tanto in alto, quanto l'altro precipitava verso il basso.
Una parafrasi per la meraviglia e la disperazione.
Ogni tanto si provava a tenere perfettamente orizzontale la trave: si stava sulle punte, trattenendo il fiato, facendo forza con le braccia per far sì che la trave non andasse su o giù.
Che fatica!
L'equilibrio perfetto tra i due estremi richiedeva troppa fatica e alla fine si tornava a su o giù.
Pensando al sugiù, si spera sempre di trovarsi dalla parte della meraviglia, ma capita di trovarsi dalla parte della disperazione.
Purtroppo.
Tra una iniezione di ansia e l'altra, il terremoto e altri accadimenti tristi mi hanno portato giù.
Mi hanno fatto riperimetrare la mia incompletezza.
Mi accorgo di sentire seriamente la mancanza della mia voce a bitchy, la quale riesce ad instillare del raziocinio nel mio panico, invece di farmi decollare per tangenti ansiogene.
In questo sugiù, per lo meno mi darebbe indicazioni per ottenere il massimo slancio verso l'altro dalle mie gambotte.

Siccome cucinare per me è sempre consolatorio, anche quando le mie vene e le mie arterie si scambiano ansia e panico, invece di ossigeno, immersa in scadenze, scadenzucce e scadenzone, pensando a cosa e a come fare nel mio piccolo, io impasto, monto, taglio, trito...
La ricetta che porto oggi è  Una ricetta di Leti Leti, che mi aveva molto colpita; così mi sono lasciata ispirare per questo dessert, che abbiamo gustato la domenica prima di Ferragosto.
Ecco la mia versione

Dessert al cucchiaio con lamponi 
senza glutine senza lattosio senza proteine del latte senza soja senza saccarosio vegan
Raspberry Dessert
gluten free dairy free milk proteins free soy free sucrose free vegan


Ingredienti
per 6 bicchierini

per la crema pasticcera vegan

500 ml di latte di riso senza glutine senza lattosio  senza zuccheri aggiunti (per me Alpro Original)
40 g di amido di riso senza glutine San Martino
40 g di amido di frumento senza glutine San Martino
70 ml di sciroppo d'agave senza glutine
2 g di curcuma senza glutine Petit Lorien
2 g di vanilla bourbon da agricoltura biologica senza glutine

per il coulis di lamponi
250 g di lamponi italiani da agricoltura biologica
80 g di sciroppo d'agave senza glutine
120 ml di acqua
1 g di agar agar senza glutine Molino Rossetto

* ancora una volta ricordo che: per i celiaci e le persone gluten sensitive bisogna accertarsi sempre che ci sia o la SPIGA SBARRATA  o l'apposita dicitura SENZA GLUTINE come da regolamento CE 609/2013, da Decreto 17 Maggio 2016, da Decreto Veronesi dell'8 giugno 2001 e nota del Ministero della Salute prot. 600.12/A32/2861. Per ulteriori informazioni sulla legislazione invito alla lettura di questo articolo Inoltre, per ulteriori informazioni leggere anche qui e non dimenticare mai il discorso sulle tracce contaminazioni e cross-contaminazioni. Per il lattosio e le proteine del latte controllare sempre le etichette e le diciture in esse presenti.



Procedimento
Preparate il coulis di lamponi.
Dopo averli risciacquati brevemente in acqua acidulata, avendo cura di eliminare quelli più rovinati, poneteli in una casseruola, assieme allo sciroppo d'agave.
Lasciate che si cuociano per qualche minuto, devono cominciare a sfaldarsi.
A questo punto, prendete un setaccio e comiciate a setacciare con cura i lamponi, raccogliendo la polpa senza semi in una ciotola. Ogni tanto aggiungete un poco d'acqua per facilitare le operazioni di setacciatura.
Una volta setacciati i lamponi, aggiungete l'acqua restante e versate il tutto in una casseruola, aiutandovi con un leccapentola.
Mettete la casseruola sul fuoco, fate scaldare il coulis e aggiungetevi l'agar agar. 
Mescolate bene e fate cuocere per tre minuti.
Versare il coulis nei bicchierini per circa 1/3, copriteli con della pellicola e fateli raffreddare in frigo, finchè il coulis si sarà addensato.
Potreste anche farlo raffreddare a temperatura ambiente, ma in frigo è più veloce ed è comunque stabile.


Mentre il coulis di lamponi si sta rassodando in frigo, preparate la crema pasticcera vegan.
In una casseruola ponete i due amidi, la curcuma e la vanilla bourbon.
Aggiungete lo sciroppo d'agave.
Poi, aggiungete il latte di riso a temperatura ambiente a filo e contemporaneamente con una frusta mescolate il tutto.
Sincerandovi che non ci siano grumi, ponete la casseruola sulla fiamma bassa e mescolate finchè il composto non si addenserà.
Bastano davvero pochi minuti.
Lasciate intiepidire la crema, coperta da carta forno.
A questo punto, dopo aver controllato che il coulis sia ben gelificato,  tirate i bicchieri fuori dal frigo per farli tornare a temperatura ambiente.
Una volta tornati a temperatura ambiente, togliete la carta forno e mescolate bene la crema.
Riempite i restanti 2/3 dei bicchierini, con la sacca da pasticcere.
Livellate lo strato finale e fate raffreddare in frigo i bicchierini, sempre coperti dalla pellicola trasparente.
Tirateli fuori dal frigo 15 minuti prima di servire, aggiungete i lamponi freschi e servite.


Mi sono piaciuti moltissimo questi bicchierini e sarebbero piaciuti moltissimo alla voce a bitchy.
L'unico appunto fatto dall'uomo piccolo è stato che la gelatina di lampone era troppo acidula, andava zuccherata di più. 
A me l'acidulo mi è piaciuto perchè si stemperava con la crema, però se avete il palato dolce, aumentato lo sciroppo d'agave nella gelatina.
La crema pasticcera vegan è stata una scoperta meravigliosa, che rifarò spessisimo.
Grazie infinite a Leti Leti.
Migliorerò il riempimento dei bicchierini, ma come prima volta sono soddisfatta. Sto già pensando a qualche altro abbinamento.

Considerato il mood, con questo dessert al cucchiaio consiglierei Il Ristorante dell'Amore Ritrovato di Ito Ogawa. L'ho letto qualche anno fa ed è uno di quei libri che quando si legge la parola "Fine" si sente una stretta al cuore. Seduti ad un tavolo, con un buon piatto non si nutre solo il proprio corpo, non si sazia solo l'appetito fisico, si nutre anche l'anima.
Che ogni boccone sia portatore di speranza, serenità e umanità